5 Agosto 2026
Maurizio-Boldrini-scrivo-solo-per-Il-Mascalzone

Vano più, vano meno, che cambia!?
Almeno due sono le categorie nemiche della cultura. La prima è la categoria stessa degli operatori culturali che vivendo di contribuiti nei diversi (la differenza è solo merceologica) settori culturali non prendono atto, per ignoranza o per tornaconto (che poi non sono cose così differenti), delle ricerche più innovative che deviano dal prevedibile tran tran dei preventivi e consuntivi. Sono persone che non studiano, o studiano quel tanto che basta per produrre la loro mercanzia per un pubblico sempre più grossolano. Oppure passano per sperimentatori, sanno tutto della tecnologia che usano, sono aggiornatissimi nelle letture poetiche e nelle filosofie correnti, che essendo correnti non sono né poetiche né filosofiche, però da taluni ignoranti sono chiamati pure geni. Truccatissimi da poeti, attori, artisti, musicisti sono però privi del minimo senso estetico, sono pure incapaci di interrogarsi sul senso del loro esasperato tecnicismo. In sostanza capiscono tutto e non comprendono un bel nulla. Per la conoscenza essi sono più deleteri dei loro colleghi ignoranti. Si sposa perfettamente a questa categoria quella degli assessori, sovrintendenti, direttori, professori che avrebbero il potere di individuare e promuovere le vere innovazioni culturali o l’eccellenza artistica. Invece per loro deficienza o per tranquillo mantenimento del potere, o addirittura per sola invidia, o non sanno riconoscere o intenzionalmente non vogliono vedere, né tantomeno promuovere, il vertice della conoscenza culturale. Il loro è un imperdonabile peccato di omissione, il più grave dei peccati in ambito artistico. Questa categoria, non deviando minimamente dal protocollo, produce, organizza, distribuisce, santifica la mediocrità e la fa passare , coscientemente o incoscientemente poco importa, come il vertice culturale rendendo la categoria e il loro pubblico plaudente sempre più abbonato, tarato. È ovvio che le due categorie si nutrono a vicenda, è tutto un festival, la variopinta sciatteria estetica e modaiola diventa cultura. Ciò che è al di là della loro scena replicante, nella migliore delle ipotesi, è tollerato. Tanto solo loro, come padroni o come servi, a gestire quel baldraccone che chiamano cultura. In questo contesto l’artista, barbiere o attore che sia, è un sopravvissuto eretico, eroico addirittura, nel campo minato dell’ idiozia. Non ho scritto nulla di nuovo, talvolta però può essere importante il solo ricordare, il sottolineare (almeno per me stesso, per noi va! un minimo di ottimismo non guasta). Con la coscienza che tutto è vano. ©  Maurizio Boldrini

 

 

Spunti, appunti e contrappunti del prof Maurizio Boldrini