di Patrizio Patrizi
Storia di vita della marineria sambenedettese
Da mozzo a cuoco e ristoratore tra i più apprezzati in Italia
Conosce il mare, quello vero, oltre i bracci del porto, all’età di 14 anni. Da quel momento il rumore del mare e le avventure che si susseguono a ogni latitudine diventano una costante nel racconto della sua vita di marinaio, prima, e di ristoratore oggi. Federico Palestini, titolare dell’Osteria Caserma Guelfa e di Nudo & Crudo al porto, quando si mette a raccontare diventa un fiume in piena; difficile da arginare, ma il suo percorso è lineare e l’ascolto diventa un arricchimento. L’immagine romantica e emotiva ci porterebbe a raffigurare un uomo con la barba incolta, con la pipa in mano costantemente ricaricata con tabacco trinciato, seduto all’angolo del suo ristorante a intrattenere chi è curioso di sapere quali sono le sofferenze che la navigazione distilla a ogni battere di maroso sulla chiglia.
I suoi baffi, invece, che disegnano un sorriso schietto, testimoniano il carattere volitivo e di avventuriero rafforzato da una “mosca” che si appoggia al labbro inferiore della bocca. Sicuro, Federico è colui che da mozzo, a 14 anni, appunto, imbarcato di sua volontà “pejàve tante de lle zambàte llà ‘ncole che pore mò me le recòrde”. La vita di bordo era assai difficile e per un ragazzino, c’era solo da imparare e a insegnare erano i più rudi ma anche i più esperti marinai che ordinavano tutte le manovre durante la pesca e durante la navigazione.
Le esperienze non si cancellano, la conoscenza di un mestiere durissimo, l’uso delle mani per capare e ripulire ogni specie di pesce hanno costruito un sapere che a distanza di anni hanno dato a Federico Palestini l’opportunità di diventare ottimo cuoco e ristoratore: ultimo riconoscimento arriva dall’Accademia Italiana della Cucina con l’assegnazione del Diploma di Cucina Eccellente 2025 al ristorante Caserma Guelfa; riconoscimento che porta la firma di Paolo Petroni e del delegato della provincia di Ascoli Vittorio Ricci.
Non è il primo riconoscimento di merito che riceve. Tra le numerose partecipazioni a manifestazioni culinarie per elevare il Brodetto Sambenedettese quale piatto unico in numerose manifestazioni in tutta Italia e anche all’estero c’è la presenza nel padiglione Marche all’Expo 2015 di Milano proprio con la tipicità sambenedettese. “Sono stati momenti di grande crescita -ci racconta Federico Palestini- ma quel che più rende felice la mia attività di ristoratore è il sapere proporre qualsiasi qualità di pesce avendo acquisito a bordo dei motopescherecci tutte le conoscenze per non deludere. La cucina di bordo, ad esempio, è un filo conduttore della mia proposta della scelta del gusto. I piatti che vanno al tavolo possono talvolta apparire come se ci fosse un’elaborazione sofisticata ma la sostanza è quella che il pesce può garantire. E questo vale per la Caserma Guelfa come per Nudo & Crudo”.
Un mix di esperienze che racchiude la pesca in Adriatico e nel Mediterraneo, in Atlantico e negli allevamenti del tonno in Croazia. “E ci sono pure anni -dice Federico Palestini- di duro lavoro a bordo di draghe per l’escavazione di fondali nei porti delle sponde africane. Ma alla fine senti il richiamo di San Benedetto, mantenendo fede a quegli insegnamenti che mio padre mi ha dato da bambino rendendomi responsabile e padrone della mia vita”.
Un padre come Ciccò che, pure marinaio su tutti gli angoli del bacino del Mediterraneo, completò la sua carriera come “guida” nel porto di San Benedetto per agevolare le manovre delle barche da pesca oceaniche ma anche delle navi cisterna che fino agli anni Settanta hanno fatto scalo a San Benedetto. “Lo chiamai, ancora adolescente, al telefono -dice Federico Palestini- perché non resistevo più a bordo per la fatica del lavoro. Babbo mi rispose: Scicce vòlute ji tò a mmare e mi chiuse il telefono. Eccomi qua!”.

