6 Agosto 2026
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Internazionalizzazione e formazione: UNICAM celebra 53 nuove laureate e nuovi laureati in Cina

Camerino, 25 luglio 2025 – L’Università di Camerino rafforza il suo impegno nella cooperazione accademica internazionale con un nuovo, importante traguardo: la celebrazione della laurea di 53 studentesse e studenti cinesi, iscritti ai corsi di studio internazionali con doppio titolo realizzati in collaborazione con la Zhengzhou University of Light Industry (ZZULI) e la Jilin Agricultural University (JAU).

Il Prorettore Vicario Unicam, prof. Emanuele Tondi, ha conferito personalmente i diplomi italiani in occasione delle cerimonie di laurea che si sono svolte lo scorso 30 maggio a Zhengzhou e il 26 giugno a Changchun. Il gesto simbolico dello spostamento del pennacchio sul tocco ha sancito ufficialmente il successo accademico dei laureati e delle laureate.

Due i percorsi coinvolti: Food Science and Engineering con ZZULI e Biotechnology con JAU. Si tratta di percorsi che vanno ben oltre il valore formativo, poiché rappresentano risultati concreti di una strategia di internazionalizzazione avviata oltre vent’anni fa. Con JAU, infatti, Unicam celebra due decenni di collaborazione, culminati già nel 2014 con l’attivazione di un corso di laurea in Biotecnologie in lingua inglese. La collaborazione con ZZULI, anch’essa avviata nel 2014, ha dato vita a un corso congiunto che nel 2019 è stato ufficialmente riconosciuto come programma di doppio titolo.

“Il successo di questi progetti – ha dichiarato il prof. Tondi – è il risultato di un lavoro condiviso che coinvolge l’intera comunità accademica: dai docenti ai delegati per l’internazionalizzazione, fino al personale tecnico e amministrativo. Insieme abbiamo creato un ponte tra Italia e Cina che facilita la mobilità, il confronto culturale e l’innovazione didattica”.

Un valore aggiunto evidenziato anche dalla Prorettrice alla Didattica, prof.ssa Giulia Bonacucina, che sottolinea: “Viviamo in un mondo in cui la conoscenza della Cina è imprescindibile. Offrire ai nostri studenti e ai nostri docenti l’opportunità di vivere esperienze formative o professionali in questo Paese rappresenta un’esperienza di straordinario valore. Al tempo stesso, cresce il numero di studenti cinesi che scelgono UNICAM per i corsi magistrali in lingua inglese, contribuendo così ad arricchire il nostro ambiente universitario”.

Le collaborazioni non si limitano alla didattica, ma ci sono attività scientifiche condivise in quanto i nostri docenti lavorano a stretto contatto con i colleghi cinesi, operando in laboratori di eccellenza e sviluppando insieme progetti di ricerca che rafforzano ulteriormente i legami accademici e scientifici.
A confermare la solidità di questo scambio anche le testimonianze di alcuni dei numerosi docenti Unicam coinvolti tra i quali il prof. Gianni Sagratini, Direttore della Scuola del Farmaco e dei Prodotti della Salute, che partecipa ogni anno come docente al programma in Food Science and Engineering presso ZZULI.

Il lavoro congiunto con ZZULI e JAU continua a offrire opportunità formative e professionali di alto livello, contribuendo a formare cittadini e professionisti pronti ad affrontare le sfide globali.

West Nile: il parere dell’esperto Unicam prof. Guido Favia
“Situazione sotto controllo, ma resta importante la prevenzione”

Camerino, 24 luglio 2025 – In questi giorni si stanno registrando in Italia nuovi casi di infezione da virus West Nile, una zoonosi trasmessa da zanzare del genere Culex. Sulla questione interviene il prof. Guido Favia, parassitologo dell’Università di Camerino, per fare chiarezza e rassicurare la popolazione: “La situazione è sostanzialmente in linea con quella degli ultimi anni e non ci sono segnali di allarme particolare”.

Il virus viene trasmesso esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infette e non si trasmette da persona a persona. I principali serbatoi naturali del virus sono gli uccelli, mentre l’essere umano e i cavalli rappresentano degli ospiti cosiddetti “a fondo cieco”, non coinvolti nella catena di trasmissione.

“Nella stragrande maggioranza – spiega il prof. Favia – dei casi l’infezione è asintomatica o presenta sintomi lievi, simili a quelli influenzali. Solo una piccola percentuale dei soggetti infettati sviluppa forme cliniche più evidenti, e i casi gravi sono rari, concentrati soprattutto tra le persone anziane o con comorbidità. Non esiste una terapia specifica né un vaccino, ma i trattamenti sintomatici risultano in genere efficaci”.

Il professor Favia sottolinea che la prevenzione rimane l’arma più efficace: evitare le punture di zanzare riduce in modo significativo il rischio di infezione. È importante adottare semplici misure precauzionali, quali installare zanzariere alle finestre, indossare abiti lunghi e chiari quando si sta all’aperto, soprattutto al tramonto, utilizzare repellenti seguendo attentamente le istruzioni indicate.

Inoltre, il monitoraggio entomologico è attivo e costante, sia sulle popolazioni di zanzare che sui virus eventualmente presenti.
“In Italia – sottolinea il prof. Favia – abbiamo una rete di controllo storicamente efficiente, che ci consente di tenere sotto osservazione le aree a rischio. Nelle Marche, ad esempio, come Università di Camerino abbiamo avviato già da marzo campagne mirate di monitoraggio e controllo larvale in collaborazione con vari comuni”.

Il prof. Favia invita infine a evitare allarmismi: “Non siamo di fronte a una pandemia. È un fenomeno che conosciamo e con cui conviviamo da alcuni anni. Serve attenzione, informazione e collaborazione da parte di tutti per ridurre i fattori di rischio, a partire dall’eliminazione dei ristagni d’acqua dove le zanzare possono deporre le uova”.