Era l’ottobre del 1973 quando un gruppo di venti ragazzi di San Benedetto del Tronto capitanati da Giorgio Di Iorio si ritrovarono sulla spiaggia di Grottammare dalle parti dello chalet Nord-Est per il primo allenamento di rugby. Una disciplina sportiva, fino a quel momento, sconosciuta in Riviera che pian piano iniziò a prendere piede. Nessuno avrebbe mai pensato che 52 anni dopo il rugby sambenedettese sarebbe approdato in Serie A. Il “miracolo” se così lo vogliamo definire è opera di una società seria ed appassionata con al vertice il presidente Edoardo Spinozzi, uno sponsor che ha sempre creduto nei valori del rugby e di uno staff tecnico con coach Leandro Lobrauco e di una squadra che ha saputo incarnare i valori e lo spirito dei sambenedettesi, sacrificio, fratellanza, sostegno, onore e lealtà. E la vittoria per 11-9 a Viterbo contro l’Alto Lazio, consegna alla storia dello sport locale questa splendida realtà.
Ma tutto è partito da allora e grazie a Giorgio Di Iorio che partecipò ad un corso sulla palla ovale organizzato a San Ginesio in provincia di Macerata dal centro sportivo Fiamma, emanazione sportiva del Movimento Sociale Italiano. Tornato in città radunò diversi amici, anche di opinioni politiche diverse, per il primo allenamento, dove furono usati anche palloni da calcio. Tutti uniti nel nome del rugby. Il primo “ovale” fu regalato a Giorgio Di Iorio dall’ascolano Peppe Flaiani. Nel capoluogo infatti esisteva già una squadra di rugby. L’obiettivo era quello di fare crescere questo sport in città al di la delle opinioni politiche che in quel tempo erano estremamente dure. Nel 1978 la Fiamma Rugby contava 148 tesserati. Un lungo elenco di nomi di ragazzi che nello spirito di questo sport si ritrovavano al di la delle convinzioni politiche. In quegli anni pioneristici, importante fu anche la collaborazione con l’Amatori Rugby Ascoli fondata da Paolo Caucci e Peppe Flaiani. La Fiamma si iscrisse al campionato di rugby di Serie C 1973-1974. Si classificò all’ultimo posto con soli due punti in classifica frutto del successo per 6-4 sul Teramo con meta di Gabriele Anelli, trasformata da Emidio Girolami. Il raggruppamento comprendeva oltre la formazione sambenedettese e il Teramo anche L’Aquila Rugby, Paganica, Avezzano, Subiaco e la squadra della Marina Militare che giocava le sue gare interne sul campo di Tor di Quinto a Roma. A L’Aquila Di Iorio ed i suoi amici subirono una pesante sconfitta di oltre 100 punti. Le partite interne si giocavano al Campo Europa con gli stessi atleti che la domenica mattina preparavano il campo facendo i buchi per i pali e le righe a mano. Nella stagione 1976-1977 il movimento sambenedettese si divise in due tronconi. Da una parte la Fiamma, dall’ altra la Stella Rossa Rugby, fondata da ragazzi che si rivedevano in una parte politica diversa. Nel 1980 dalle ceneri della Stella Rossa fu costituita la Sambenedettese Rugby che durò lo spazio di una stagione. Ma il movimento rugbistico sambenedettese, sopravvisse grazie ad alcuni atleti della ex Fiamma Rugby che continuarono a giocare nel Latini Rugby Jesi. Dopo alcuni anni, nel 1982, ancora una volta grazie alla grande passione di Giorgio Di Iorio, si forma una nuova società, il Rugby Club San Benedetto. Il movimento riparte, coinvolgendo nuovi giovani e riportando a San Benedetto i giocatori che avevano continuato ad allenarsi ed a scendere in campo a Jesi. Nella stagione 1983-1984 la formazione rivierasca partecipò al campionato di C2. Al termine del campionato 1985-1986 i rossoblù approdano in C1. Nella stagione sportiva 1995/96, il Rugby Club San Benedetto vince gli spareggi per l’accesso alla serie B, ottenuta contro l’ostica formazione del CUS Catania. Purtroppo la partecipazione alla serie cadetta è negata dal regolamento federale che impedisce alle formazioni neo promosse di salire di categoria se nella stagione sportiva relativa non hanno schierato almeno due formazioni. Il club rivierasco ne aveva solo una e quindi perde la possibilità di giocare in serie B. Nel campionato successivo i rugbisti sambenedettesi vengono sconfitti dal Botticino nei play off per la B. Per il terzo anno consecutivo, dopo avere dominato il campionato di Serie C1, il quindici rossoblù approda di nuovo alla finale play off per la B superando il Belpasso Catania (campionato 97-98). Negli anni successivi San Benedetto del Tronto ebbe due società di rugby il Rugby Club e la Legio Picena. Ed in questo contesto storico si arriva ai giorni nostri con il presidente Edoardo Spinozzi che riuscì con grande pazienza a riannodare tutti i fili del rugby rivierasco, creando l’Unione Rugby San Benedetto. “Un progetto sportivo -dice il presidente Edoardo Spinozzi- iniziato qualche anno fa e che oggi si è concretizzato. Abbiamo una struttura all’avanguardia, il campo Nelson Mandela, un settore giovanile in fortissima crescita, uno staff tecnico eccezionale, un’altra squadra in Serie C ed ora ecco la Serie A. Uno sviluppo continuo e costante. Non avevamo costruito una squadra per vincere il campionato, ma è stato un percorso naturale. Una volta presa la testa della classifica non l’abbiamo mai lasciata. Nel rush finale, dopo la sconfitta con la Capitolina Rugby a Roma ci siamo compattati ulteriormente, tagliando il traguardo della Serie A nello scontro diretto all’ultima giornata. Grande merito va al coach Lobrauco, al suo staff e a tutti i ragazzi. Ora stiamo già lavorando per il prossimo anno per costruire una rosa degna per portare in alto per l’Italia il nome di San Benedetto del Tronto. Sono convinto che faremo bene anche in Serie A”. “Tutta la stagione è stata incredibile -è il coach Leandro Lobrauco che parla- con i ragazzi che sono stati sempre positivi e determinati. E poi si sono allenati sempre bene. Abbiamo ricevuto il sostegno da parte di tutti, ripagando la loro fiducia con la vittoria del campionato. Non ho ma avuto paura di non farcela. Certo, un po’ di timore l’ho avuto quando il calcio piazzato dell’Alto Lazio è passato vicino al palo ma i ragazzi mi hanno trasmesso grande serenità. Alla fine del match è stata un’emozione grandissima. Ora pianificheremo la Serie A con professionalità ed entusiasmo per continuare a crescere”. L’Unione Rugby San Benedetto è stata anche ricevuta in Comune dal sindaco Antonio Spazzafumo e dall’assessore allo sport Cinzia Campanelli che si sono congratulati per lo storico traguardo conseguito. Presenti anche i componenti della Giunta e diversi consiglieri comunali. “Il vostro impegno, la vostra disciplina e il vostro spirito di squadra -ha detto il sindaco Spazzafumo- sono un esempio per tutti, soprattutto per i più giovani. Il rugby è uno sport che incarna valori fondamentali: il rispetto, il sacrificio, la solidarietà, la lealtà. Voi, con il vostro percorso, li avete portati sul campo in ogni partita, conquistando non solo la vittoria, ma anche l’ammirazione di tutta San Benedetto”. “Il 2025 è sicuramente un anno fortunato per lo sport sambenedettese – ha aggiunto l’assessore Cinzia Campanelli – oltre alla fortuna, credo però che il risultato ottenuto dalla Unione Rugby sia frutto di anni di lavoro, sacrifici, passione, umiltà, sudore, tenacia, coraggio, costanza, abnegazione e tanto contagioso entusiasmo. La città è onorata di avere una realtà come la vostra. Siete un esempio di passione allo stato puro e il “Mandela” non è solo un impianto sportivo, è una casa dove ci si sente sempre accolti come in una grande famiglia”. L’Amministrazione comunale ha poi voluto omaggiare tutto l’organico di targhe ricordo che sono andate, oltre che al presidente, allo staff tecnico composto da Leandro Lobrauco e Pierpaolo Spinozzi, allo staff atletico, rappresentato da Edoardo Scarpantonio e Matteo Gianfreda, allo staff societario con tutti i soci dell’Unione Rugby San Benedetto. Premiati anche a tutti i giocatori: Andrea Del Prete (Capitano), Carlo Coppa (Vice Capitano), Daniele Fratalocchi (Vice Capitano), Mirko Alesiani, Marco Alemanno, Daniele Castelletti, Mario Catillo, Andrea Del Prete, Andrea Di Bartolomeo, Piero Di Marcantonio, Andrea Di Meo, Nico Ferretti, Leonardo Fulvi, Gino Genovese, Matteo Gianfreda, Gianluca Granito, Naser Laabar, Simone Muratore, Facundo Palavezzati, Raman Paoloni, Francesco Pellei, Federico Pelozzi, Federico Perna, Francesco Pignotti, Pascal Pirocchi, Carlo Russo, Cristiano Salvi, Marco Sarlo, Edoardo Scarpantonio, Rocco Scipioni, Andrea Tallè, Riccardo Valentini, Leandro Vaccari. Questi i protagonisti della splendida cavalcata verso la Serie A. (Benedetto Marinangeli)
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