5 Agosto 2026
accademia-popolare

Fondata a metà dell’anno appena trascorso per volontà del Circolo dei Sambenedettesi, dell’UTES, dell’Associazione Teatrale “Ribalta Picena”, dell’Associazione Pescatori e del Circolo Mare Bbunazz – tutti soggetti operanti a San Benedetto del Tronto – l’Assemblea Popolare del Dialetto Sambenedettese ha mostrato fin da subito segni di grande vivacità mettendo in atto tutta una serie di iniziative previste dal programma che è stato stilato e pubblicato all’atto della sua costituzione. Già in agosto su proposta del Circolo dei Sambenedettesi, la Ribalta Picana ha dato vita allo spettacolo “Lu Sugne”, un viaggio nell’opera di Alberto Perozzi cultore del vernacolo locale, linguaggio che ha nobilitato nella sua vasta produzione teatrale di cui sono stati proposti diversi stralci nel corso di una serata che ha coniugato cultura popolare e spettacolo. Nel mese di settembre, in continuità con le linee programmatiche dell’Accademia, si è messo mano all’allestimento delle sette scenette in vernacolo che hanno costituito l’asse portante di Natale al Borgo 2025, evento ormai storico e vero e proprio festival del dialetto, che si è svolto nei pomeriggi del 27 e 28 dicembre: in quest’ultima edizione, il nostro originalissimo e caratteristico vernacolo è tornato a risuonare ancora una volta nei suoi luoghi di origine attraendo in Piazza Piacentini un folto pubblico che, oltre a divertirsi per la comicità dei testi proposti, ha avuto modo di calarsi in un piccolo mondo antico ormai scomparso ma che fa parte della coscienza collettiva della nostra gente e delle popolazioni limitrofe che hanno avuto modo di conoscerla e di confrontarvisi. L’evento sudendrino è stato preceduto da un simpatico incontro, il 21 dicembre, con gli ospiti della locale RSA “San Giuseppe”, nel corso del quale gli amatori della Ribalta Picena hanno allietato con brevi brani teatrali e poesie in vernacolo i degenti coinvolgendoli in una atmosfera di amicizia, serenità e spensieratezza. Lo stesso clima gioioso e solidale si è ricreato presso la locale sede dell’Associazione Pescatori il 6 gennaio scorso, quando ancora testi d’autore in vernacolo sono stati recitati al pubblico a corollario di una festa dell’Epifania dedicata ai soci e in particolare ai bambini. Anche qui, luogo di aggregazione storico della nostra marineria, a divertire e a far riflettere sul filo di una elegiaca nostalgia è stato il nostro dialetto, a dimostrazione ulteriore che esso è ancora vivo, ancorché latente e a tratti rimosso, nella coscienza dei sambenedettesi di oggi. Ed è sulla scorta di questa profonda convinzione che gli enti promotori dell’Accademia del Dialetto Sambenedettese hanno realizzato un’opera destinata a rivestire un valore inestimabile e perenne nell’azione di tutela del vernacolo e delle tradizioni popolari: è finalmente realtà la pubblicazione di Campane mîne maje sòvve scurdate, che raccoglie in un unico volume, edito dal Circolo dei Sambenedettesi, tutte le opere di Bice Piacentini Rinaldi, la prima e più eminente interprete del nostro dialetto, in una elegante edizione destinata ad affiancare Voci della mia gente, analoga silloge delle opere di Giovanni Vespasiani, altro grande esponente della nostra tradizione popolare letteraria. Grazie al contributo del Bim Tronto, della Fondazione Carisap e dell’Amministrazione Comunale di San Benedetto del Tronto, dopo quella della Piacentini sarà possibile così mettere mano alla pubblicazione di altri volumi destinati ad accogliere le opere di altrettanto importanti autori del nostro dialetto come Spina, Palestini, Colonnelli, Perozzi, Ercole, Amadio e tanti altri: e sarà sicuramente questo il prossimo step nell’itinerario della tutela della memoria storico-letteraria che la nostra Accademia intende percorrere con fiducia, certi di contribuire in tal modo alla crescita culturale e umana della nostra comunità.

Giancarlo Brandimarti