2025-08-31 – Macerata si distingueva per un campo sportivo con il manto erboso più bello d’Italia, con il vecchio campo sportivo ancora più bello, dal sapore antico, senza erba, polveroso e ideale per scrivere gesta epiche di giovani, furono scritte e restano giovani nella memoria di chi le ha partecipate. I Giardini Diaz erano il regno floreale dei bimbi e, a una certa ora, degli innamorati, gli anziani proteggevano l’ esterno del cerchio magico giocando a bocce. Quando ero bambino il custode dei giardini cambiava regolarmente i giorni segnati con piantine e fiori, una certezza quotidiana di cura, capace anche in un bambino di essere esempio di cura in assoluto. Da giovane ho preparato gran parte dei miei esami universitari studiando seduto vicino ai vecchi che giocavano a bocce, leggevo e guardavo bocciate e accostate. Questa Macerata è stata tarata. Il manto erboso dell’ Helvia Recina (non ho il coraggio d’ entrarci perché rischierei di diventare violento) dicono sia un misto di sabbia, erba vera che quando secca viene verniciata di verde, erba finta in plastica. Il vecchio stadio lo dicono bello, per me è diventato altrettanto orrido sintetico, come calzare petrolio quando si è abituati al filo di Scozia. Ai giardini anche Diaz è caduto nella rete dei lavori che iniziano e che non si sa quando e se avranno termine. Intanto per assicurare la partita di giro delle entrate e delle uscite gran parte del terreno è stato cementificato, già l’ esterno per bocce fu sostituito con stupidissime piste che ordinano: qui si cammina, qua si procede in bicicletta. Sopra il passeggio è in obliquo per ricordarci la precarietà della vita. Questo totale scadimento non è questione di questa o quella amministrazione della cosa comune è semplicemente il risultato di un generale scadimento estetico e politico che passa invece per progredita, educata, preservativa, ordinata convivenza. Non c’è più nemmeno la minima misura nella custodia poetica della e nella relazione. Se vivesse ancora mio nonno come farei a fargli capire, a lui che fece la prima guerra mondiale, che il nostro senso civico è più “alto” perché oggi i cristiani raccolgono con le mani la merda dei loro cani. Mi darebbe uno schiaffo, cosa che non ha mai fatto, e continuerebbe a passeggiare con le mani unite dietro la schiena come sempre faceva, scuotendo appena un po’ il capo per dirmi a gesto: povero povero mondo.
Adesso anche: Marche, the place to be, invasiva sudditanza linguistica. Che cultura vuoi promuovere se rinunci alla tua lingua?! Istituzioni, università, ministeri, addirittura biblioteche sono ormai tutti piazzisti della loro mediocrità. Così l’immaginazione abortisce in immagini da popcorn, cultura e Marche si autocertificano in marchette internazionali.
L’ESTEROFILIA, Maurizio, è una brutta malattia dalla quale noi italiani non guariremo mai. Io credo, invece, che un po’ di SANO NAZIONALISMO non guasti , anche se ci sono quelli come ROBERTO BENIGNI che non appena pronunci la parola, per l’appunto, NAZIONALISMO, subito si scandalizzano e ti danno immediatamente del razzista. E, purtroppo, noi italiani siamo molto servili non solo verso gli inglesi e gli americani, ma anche verso i francesi, i quali si sa benissimo quanta stima e rispetto hanno per noi, stima e rispetto intesi, naturalmente, in senso ironico. E noi imbecilli che ancora continuiamo a chiamarli I NOSTRI CUGINETTI LATINI!!! Riccardo Catalini
