Si è concluso il primo corso online dedicato all’intera filiera della geotermia, promosso dall’Ateneo in collaborazione con Saipem.
Università degli Studi di Urbino, 8 aprile 2026 – Si è tenuto oggi, presso il Campus Scientifico Enrico Mattei, l’evento conclusivo di GeotherMOOC, il primo Massive Open Online Course dedicato all’intera catena del valore della geotermia, promosso dall’Università di Urbino in collaborazione con Saipem e avviato lo scorso 19 novembre.
L’incontro, dal titolo “GeotherMOOC – Geotermia e Decarbonizzazione del Calore: il modello Ferrara per un mix energetico sostenibile”, ha rappresentato il momento di sintesi del percorso formativo, articolato in otto lezioni, e ha permesso un confronto tra il mondo istituzionale, industriale e accademico sul contributo della geotermia alla transizione energetica e alla riduzione delle emissioni nel settore del calore.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Alessandro Bogliolo, Professore Ordinario e Delegato del Rettore alla Divulgazione Scientifica e al Public Engagement dell’Università degli Studi di Urbino, di Giorgio Calcagnini, Rettore dell’Università di Urbino, di Michele Gliaschera, Presidente dell’Ordine dei Geologi delle Marche, di Giacomo Bugaro Assessore allo Sviluppo Economico, Energia e Logistica della Regione Marche e di Mariella Leporini, Responsabile Geotermia di Saipem.
Nel corso dell’evento si sono alternati momenti di approfondimento e discussione dedicati al ruolo della geotermia come infrastruttura energetica strategica per la decarbonizzazione del calore.
Il keynote speech di apertura di Paolo Frankl, Direttore Divisione Energie Rinnovabili dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), è stato dedicato al futuro dell’energia geotermica e all’illustrazione delle prospettive di crescita della geotermia nel percorso globale di decarbonizzazione.
Il successivo keynote speech ha consentito di approfondire la visione nazionale sulla geotermia per il calore decarbonizzato, con l’illustrazione del quadro di policy e delle prospettive di sviluppo della geotermia nel contesto delle strategie energetiche nazionali a cura di Ilaria Antoncecchi della Direzione Generale Fonti Energetiche e Titoli Abilitativi del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
A seguire, il panel sul contributo delle imprese nel mix energetico, moderato da Paolo Taticchi, Professore Ordinario di Strategia Aziendale e Sostenibilità d’Impresa UCL School of Management, ha visto il confronto tra Alessandro Puliti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Saipem, e Orazio Iacono, Amministratore Delegato del Gruppo Hera, sull’importanza del contributo industriale della geotermia come fonte affidabile e integrabile nei sistemi energetici territoriali.
Un focus speciale è stato dedicato agli aspetti applicativi, con la presentazione del progetto di raddoppio della geotermia nella centrale di Casaglia nel comune di Ferrara, illustrata da Simone Rossi, Responsabile Teleriscaldamento di Hera. Il sistema di Ferrara, considerato come modello di riferimento per l’utilizzo della geotermia a mediabassa entalpia nei sistemi di teleriscaldamento urbano, è stato infatti richiamato come esempio concreto di integrazione della geotermia nel mix energetico locale a supporto della decarbonizzazione del riscaldamento. Saipem è coinvolta nel progetto di potenziamento della centrale geotermica di Casaglia con attività di supporto specialistico alle operazioni di perforazione e di ammodernamento delle opere di superficie. È, inoltre, in fase di studio una ulteriore iniziativa che prevede l’estrazione di calore geotermico per alimentare la tecnologia Bluenzyme di Saipem per la cattura della CO2 dal termovalorizzatore del Gruppo Hera, nell’ambito del progetto CapturEste.
Il tema della geotermia come “calore infrastrutturale” è stato approfondito nel successivo intervento di Emanuele Emani, in rappresentanza del Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG) e Coordinatore della Piattaforma Nazionale Geotermia, insieme a Giulio Torri, dell’Ordine Regionale dell’Emilia-Romagna e componente dell’Area “Materie Prime ed Energia” del CNG, che hanno evidenziato il ruolo delle competenze geologiche nello sviluppo di progetti geotermici sicuri e sostenibili.
La mattinata si è conclusa con una seconda panel session dedicata a competenze, formazione e cultura del mix energetico, con gli interventi di Alessandro Bruscia, Human Resources and Organization Director di Saipem, Alessandro Camilleri, Direttore Centrale Personale e Organizzazione del Gruppo Hera, e Fabio Musso, Prorettore alla Terza Missione e al Public Engagement dell’Università degli Studi di Urbino, che hanno discusso il ruolo delle academy, delle università e delle imprese nello sviluppo delle professionalità.
Il confronto ha confermato come la geotermia rappresenti una soluzione già disponibile e strategica per la decarbonizzazione del calore, capace di integrare sostenibilità ambientale, sviluppo industriale e valorizzazione dei territori, rafforzando il dialogo tra istituzioni, mondo accademico e industria. Un settore in cui Saipem mette a disposizione le proprie competenze ingegneristiche, di geoscienze e di perforazione per supportare lo sviluppo di progetti geotermici lungo l’intera filiera, con l’obiettivo di ridurre rischi e incertezze e rafforzarne affidabilità, bancabilità e scalabilità.
Infine, con GeotherMOOC, Saipem e l’Università di Urbino confermano il proprio impegno nella diffusione della cultura scientifica e tecnologica e nella promozione di soluzioni innovative per un sistema energetico sostenibile, resiliente e a basse emissioni di carbonio.
Le lezioni restano disponibili al seguente link: https://mooc.uniurb.it/
Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
Fondata nel 1506, l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo è un’istituzione pubblica che integra tradizione umanistica e forte orientamento all’innovazione scientifica e tecnologica. Offre lauree triennali, magistrali biennali, magistrali a ciclo unico, dottorati di ricerca, corsi di specializzazione, summer e winter school, promuovendo formazione e ricerca in un contesto internazionale attento all’inclusione e alla sostenibilità. Un’esperienza universitaria unica per la comunità di circa 14.000 studentesse e studenti che l’Ateneo accoglie tra le mura rinascimentali di Urbino, città Patrimonio dell’Umanità Unesco.
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