5 Agosto 2026
Giuseppe-Rivetti

Il ruolo dirigenziale dell’assistente sociale, a Macerata un convegno sulle nuove sfide della professione


Accreditato dall’Ordine degli Assistenti Sociali. Aperte le iscrizioni.


Quale futuro per il ruolo dirigenziale dell’assistente sociale? Se ne discuterà all’Università di Macerata martedì 14 aprile dalle 8.30 nel convegno “Coordinamento e non solo: il ruolo dirigenziale e le nuove sfide per l’Assistente Sociale”, in programma all’Auditorium Unimc in via padre Matteo Ricci. Il convegno è accreditato dall’Ordine degli Assistenti Sociali. Le iscrizioni sono aperte fino a esaurimento posti scrivendo a andrea.bocchini@unimc.it o l.bonifazi2@unimc.it.

 

L’iniziativa è promossa dai docenti Loretta Bonifazi e Andrea Bocchini, all’interno del corso di laurea in “Teorie, culture e tecniche per il servizio sociale”, e rappresenta un’importante occasione di confronto sul ruolo apicale dell’assistente sociale nei diversi contesti operativi.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali dell’Ateneo e dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Marche, seguiti dall’introduzione di Giuseppe Rivetti, presidente della classe di lauree in scienze del servizio sociale. Il convegno entrerà quindi nel vivo con una serie di interventi di professionisti che ricoprono ruoli di coordinamento e responsabilità nei servizi territoriali, nell’ambito della giustizia e nei servizi per minori.

Tra i relatori figurano, tra gli altri, Alessandra Cantori e Barbara Giacconi, coordinatrici di Ambiti Territoriali Sociali, e Paola Rante dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Macerata. Particolare rilievo sarà dato al tema del riconoscimento del servizio sociale professionale in ambito sanitario, anche grazie all’intervento di Monica Frezzotti, presidente dell’Ordine Assistenti Sociali della Regione Marche. Il confronto prenderà in esame le diverse esperienze regionali italiane, con un focus specifico sulla realtà marchigiana.

La mattinata si concluderà con una tavola rotonda coordinata da Loretta Bonifazi e Andrea Bocchini, che vedrà la partecipazione di professionisti provenienti da diversi ambiti del servizio sociale. Il momento sarà dedicato al dialogo con gli studenti, in particolare quelli iscritti al corso di laurea magistrale in “Politiche e programmazione dei servizi alla persona”.

 

Settimana dell’Inclusione 2026: oltre 8mila presenze per il più grande appuntamento accademico italiano dedicato all’inclusione

Sei giorni, più di 50 eventi e circa 100 realtà coinvolte tra università, istituzioni e terzo settore

Oltre ottomila presenze complessive, più di cinquanta appuntamenti tra convegni, laboratori e momenti di confronto, circa cento realtà coinvolte tra università, istituzioni, associazioni e imprese. Sono i numeri della nona edizione della Settimana dell’Inclusione dell’Università di Macerata, svoltasi dal 23 al 28 marzo, che si conferma il più grande appuntamento accademico italiano dedicato alla pedagogia speciale e all’inclusione sociale.

Un programma articolato, diffuso e multidisciplinare ha animato per sei giorni l’Ateneo e la città, con una media di circa 1.200 presenze quotidiane e oltre 700 partecipanti nella giornata conclusiva, culminata con il Premio Inclusione 3.0. Accanto ai convegni e seminari scientifici con esperti nazionali e internazionali, ampio spazio è stato dedicato ai laboratori tecnologici del Centro TIncTec, alle dirette con autori e autrici dal Social@b, agli eventi sportivi e ai momenti di testimonianza.

La portata nazionale e internazionale dell’iniziativa emerge anche dalla rete dei partecipanti: circa 50 università e centri di ricerca, tra cui 35 atenei italiani e 15 stranieri, affiancati da una ventina di realtà del terzo settore e da numerosi enti pubblici, istituzioni e partner tecnici. A questi si aggiungono i 30 progetti premiati nel corso del Premio Inclusione 3.0, espressione di buone pratiche provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Questi numeri non misurano soltanto la partecipazione, ma raccontano la forza di una comunità che sceglie il dialogo e la corresponsabilità di fronte alle sfide dell’inclusione”, sottolinea il rettore John McCourt. “La Settimana dell’Inclusione dimostra che l’Università di Macerata sa essere un luogo aperto, capace di connettere ricerca, territorio e società civile. L’inclusione non è un principio astratto, ma un impegno quotidiano che prende forma in azioni, relazioni e responsabilità condivise.

A evidenziare il valore scientifico e culturale dell’iniziativa è Catia Giaconi, prorettrice e presidente della Società italiana di pedagogia speciale (Sipes): “Questa edizione ha mostrato con chiarezza come la ricerca pedagogica possa generare modelli inclusivi innovativi e sostenibili. Il dialogo tra discipline e tra attori diversi rende questa esperienza un vero laboratorio permanente, capace di trasformare la conoscenza in pratiche e impatto reale.”

Sottolinea il valore della rete e della partecipazione anche la delegata all’inclusione Noemi Del Bianco: “La Settimana dell’Inclusione si conferma come piattaforma di co-progettazione e scambio, capace di mettere in rete saperi, esperienze e pratiche per costruire una società più equa e partecipativa.”

Determinante il contributo delle associazioni e del terzo settore – tra cui Sipes, FISH, ANFFAS, ENS, UICI, AIPD,  FAND – insieme al coinvolgimento di enti istituzionali come Regione Marche, Comuni del territorio, INPS, INDIRE e Garante regionale dei diritti della persona, Fondazione Marche Cultura, ATS 15. Importante anche la presenza di partner impegnati nello sviluppo di tecnologie e servizi per l’accessibilità.

Alla base di questi risultati c’è stato un intenso lavoro organizzativo, che ha coinvolto oltre quaranta persone tra studenti, dottorandi, docenti e personale tecnico-amministrativo. Da segnalare anche il contributo delle giornaliste Giusi Minnozzi e Tiziana Tiberi, che hanno accompagnato a titolo gratuito le dirette social con professionalità e garbo, e di Stefano Buttafuoco, che ha condotto la cerimonia conclusiva con ritmo e partecipazione.