ROMA, 17 gen 2026 – “L’inaugurazione de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 rappresenta un
momento di straordinario valore simbolico e civile non solo per la città e l’Abruzzo, ma per l’intero
Paese. È la dimostrazione concreta di cosa può fare una comunità che nel 2009 ha conosciuto il dolore
del sisma e ha avuto la capacità di trasformare una tragedia in energia creativa, coesione sociale e
visione di futuro. L’odierna presenza all’inaugurazione del Presidente della Repubblica Sergio
Mattarella e di molti esponenti del Governo, come i ministri Giuli e Giorgetti, è un segnale di grande
rilevanza, anche simbolica: testimonia quanto la storia e il futuro de L’Aquila siano parte integrante
della coscienza nazionale”.
Lo afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli, che oggi ha partecipato
all’inaugurazione de L’Aquila Capitale della Cultura Italiana 2026.
“Il programma ‘Un territorio, mille capitali’ racconta questa ambizione: un anno di attività culturali
diffuse, capaci di valorizzare la storia e l’identità aquilana e abruzzese intrecciandole con il territorio
attraverso la tradizione, l’innovazione e la partecipazione. Il dossier ‘L’Aquila Città Multiverso’
restituisce con forza questa visione, facendo della memoria non un peso, ma una risorsa viva, capace
di generare nuove opportunità e nuovi linguaggi. E’ importante il coinvolgimento e l’adesione di Rieti,
altra città dell’Appennino centrale colpita dal sisma del 2016, naturalmente ‘federata’ con l’Aquila, che
accompagna la città in questa esperienza unica. Due terremoti, un unico Appennino.
Nel mio ruolo di Commissario, in questi anni, ho potuto toccare con mano la determinazione profonda
degli aquilani. La rinascita della città non è solo edilizia, ma culturale, sociale, comunitaria. Cultura e
rigenerazione procedono insieme, attraverso il recupero degli spazi, il rafforzamento dei legami,
l’apertura di prospettive concrete di crescita per i giovani, le imprese e per i territori limitrofi. In questo
percorso va sottolineato l’amore per il suo territorio e l’impegno costante del Sindaco Pierluigi Biondi,
che ha saputo guidare la città con visione e responsabilità.
L’Aquila che riparte e decide di credere ostinatamente nel valore della cultura, inoltre, fa parte a pieno
titolo della grande comunità dell’Appennino centrale, quella vasta area – prosegue Castelli – legata da
storie e tradizioni che si sono intrecciate nei secoli e da un destino segnato da eventi catastrofali,
rispetto ai quali le genti di questi territori hanno dimostrato la capacità di rialzarsi con fiducia e spirito
indomito.
Non è dunque un caso che il Comune de l’Aquila abbia aderito alla candidatura della Civitas
Appenninica a Capitale Europea della Cultura 2033. Questo progetto sta prendendo sempre più forma
e corpo e sarà al centro, il prossimo 28 gennaio a Roma, dell’incontro dedicato alla presentazione del
Rapporto Censis ‘Il Cammino in divenire della Civitas Appenninica’. L’Aquila Capitale Italiana della
Cultura 2026 – conclude Castelli – è quindi molto più di un evento. È un segno di rinascita, una lezione
di speranza e la prova che dopo le cadute si può nascere”.


