17 Giugno 2026
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Il frutto autoctono delle nostre montagne

Un frutto locale ha guadagnato, negli scorsi anni, la visibilità che merita, grazie ad un lavoro di valorizzazione che ha catturato l’attenzione del pubblico, impegno corale che ha favorito anche la nascita di numerose iniziative e festival presenti nel territorio. La Mela Rosa dei Monti Sibillini appartiene alla varietà di mela domestica della famiglia delle Rosacee, frutto autoctono della nostra montagna: le prime testimonianze della sua presenza risalgono addirittura all’epoca romana e questo sta ad indicare quanto preziosa sia la sua presenza, oggi preservata e promossa come valore aggiunto di un ambiente che punta alla sostenibilità e alla biodiversità. Questo albero viene coltivato tra i 400 ed i 900 mt di altitudine nelle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Sono caratteristiche le striature rosso-vinose sul verde intenso della mela ancora acerba, i suoi fiori hanno un intenso profumo di rosa durante la primavera.

La polpa è solitamente poco succosa, di colore bianco, croccante, soda con sapore zuccherino leggermente acido. Il frutto ha una capacità di conservazione per lunghi periodi, grazie alla sua buccia con cuticola cerosa.

Riconosciuto come Presidio Slow Food nel 2008, il frutto non richiede particolari accorgimenti nella coltivazione e questo consente una produzione completamente naturale.

La Mela rosa è ritenuta un alimento funzionale perché ricca di antiossidanti dalle forti potenzialità antinfiammatorie tra cui le proantocianidine e i flavonoli. Queste componenti sono importanti per la prevenzione di malattie cardiovascolari e neurodegenerative: è stato analizzato l’effetto degli estratti idroalcolici sia della buccia, sia della polpa della mela rosa dei Monti Sibillini; dopo la somministrazione di questi estratti si è osservato una significativa riduzione dei livelli i malondialdeide (MDA), di TNF? (fattore di necrosi tumorale-?), di interleuchina 1 beta e di fattore nucleare-?B.

Tutto ciò ne fa un prodotto estremamente interessante per il settore nutraceutico oltre al fatto che è un’importante realtà del sistema produttivo locale a difesa della biodiversità.

L’associazione nata per valorizzare di questo frutto, si occupa della tutela di questa mela e dell’ambiente che la ospita: i paesi di riferimento che gravitano intorno a questo progetto sono a cavallo tra le province di Fermo e Ascoli Piceno: Comunanza, Amandola, Force, Montefortino, Rotella, Montelparo, Santa Vittoria in Matenano, Montemonaco, Smerillo, Montedinove, Montefalcone Appennino, tutti luoghi meravigliosi, piccoli gioielli che disegnano un paesaggio che punta alla difesa delle tradizioni.

La Mela Rosa dei Monti Sibillini è deliziosa se consumata fresca, ma i suoi impieghi in cucina sono molteplici: grazie al suo aroma a alla componente zuccherina si presta bene alla produzione di conserve, ma può essere anche utilizzata per ricavarne aceto e sidro. 2025-10-21