7 Agosto 2026
Sicurezza-sul-Lavoro-1-5

Il 25 novembre non è solo una data simbolica: è un richiamo universale alla responsabilità collettiva di combattere la violenza di genere in ogni sua forma. Non si tratta di un fenomeno isolato, ma di una realtà strutturale che invade le case, le relazioni e i luoghi di lavoro. Parlare di sicurezza sul lavoro significa quindi andare oltre la prevenzione degli infortuni fisici e includere la tutela della dignità, dell’autonomia e della salute psicofisica delle lavoratrici.

Secondo l’ISTAT (2022-2023):

Il 13,5% delle donne tra i 15 e i 70 anni ha subìto molestie sessuali sul luogo di lavoro.

La percentuale sale al 21,2% tra le più giovani (15-24 anni).

Nel 96% dei casi di ricatti sessuali l’autore è un uomo.

Il 12,6% delle vittime ha perso il lavoro o non è stata assunta.

Questi numeri confermano che la violenza di genere è una minaccia concreta alla salute e alla stabilità economica delle lavoratrici.

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), previsto dal D.Lgs. n.81/2008, obbliga i datori di lavoro a valutare tutti i rischi, compresi quelli di natura psicosociale.

Molestie, ricatti sessuali e violenza di genere devono essere riconosciuti come rischi lavorativi al pari dello stress lavoro-correlato.

Il commento di Guido Bianchini: “La violenza di genere non può essere considerata un tema esterno alla sicurezza aziendale. Il DVR deve includere anche i rischi psicosociali, perché molestie e ricatti sessuali hanno effetti devastanti sulla salute delle lavoratrici e sulla qualità dell’ambiente di lavoro. Ignorare questo aspetto significa non adempiere pienamente agli obblighi di legge e, soprattutto, non garantire un luogo di lavoro sicuro e dignitoso.”

Infortuni e malattie professionali femminili:

Nel 2024 le denunce di infortunio femminili in Italia sono state circa 200.000, in leggero calo (-0,7% rispetto al 2023). Le donne rappresentano circa 1/3 degli infortuni totali.

Le malattie professionali psicosociali (stress, ansia, depressione, burnout) denunciate dalle donne sono aumentate del 20,8% nel 2024, e costituiscono oltre il 70% delle denunce totali.

I settori più colpiti: sanità, istruzione, servizi sociali e assistenziali.

La situazione nelle Marche

Infortuni totali 2024: 16.676 (-1,4% rispetto al 2023).

Primo trimestre 2025: +5% di infortuni femminili.

Province più colpite: Macerata (+13,3%), Fermo (+5,5%), Ascoli Piceno (+1,9%).

Anche nelle Marche le malattie psicosociali femminili seguono il trend nazionale, con incremento soprattutto nei settori di cura e istruzione.

Sul fronte della violenza di genere: nel 2024 si sono registrati 5 femminicidi (87 in Italia). Le risorse stanziate dal governo (251.459 € annui per il triennio 2024-2026) sono giudicate insufficienti dai sindacati, che chiedono più fondi regionali, più posti nelle case rifugio e un sostegno concreto al lavoro femminile.

Conclusione La violenza di genere è una questione di sicurezza sul lavoro. Inserirla nel DVR significa riconoscerla come rischio reale e adottare misure di prevenzione e protezione. Solo garantendo autonomia economica e ambienti di lavoro sicuri sarà possibile costruire una società libera dalla violenza.

DATI PROVVISORI FONTE ISTAT, BANCA DATI INAIL E OPEN DATA RIELABORATI

GUIDO BIANCHINI, PAST PRESIDENT COCOPRO INAIL ASCOLI PICENO