10 ottobre 2025 – In occasione della Giornata Mondiale per la Salute Mentale, si riafferma un principio fondamentale: il benessere psicologico non è solo una questione individuale, ma una responsabilità condivisa che coinvolge ambienti di lavoro, modelli organizzativi e cultura aziendale. Il lavoro da remoto e ibrido, ormai parte stabile del nostro modo di lavorare, porta con sé nuove sfide: meno spazi condivisi, più isolamento, connessioni digitali prolungate e team frammentati. Se non affrontati, questi fattori possono generare stress, solitudine e perdita di coesione. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità parlano chiaro: oltre il 6% degli adulti italiani presenta sintomi depressivi, con picchi del 25% tra chi vive difficoltà economiche. Nelle Marche, il sistema MalProf ha registrato 782 casi di malattie psichiche lavoro-correlate tra il 2019 e il 2023, con un nesso positivo nel 54% dei casi. I disturbi dell’adattamento sono i più frequenti (60,4%). La scheda EU-OSHA, pubblicata su Ratio Quotidiano, propone un approccio concreto: includere nella valutazione dei rischi anche gli aspetti ergonomici, relazionali e psicologici del lavoro agile. Prevenzione e produttività devono convivere nello stesso ecosistema.
Guido Bianchini, sottolinea: “Il lavoro ibrido va ripensato anche in chiave di sicurezza. La salute mentale deve entrare a pieno titolo nella prevenzione. Servono strumenti aggiornati e formazione centrata sulla persona. La vera innovazione è quella che protegge, include e connette.”
Il futuro del lavoro sarà davvero ibrido solo se sarà anche umano. Costruire ambienti sicuri, inclusivi e mentalmente sani è la sfida che ci attende.
DI GUIDO BIANCHINI PAST PRESIDENT COCOPRO INAIL ASCOLI PICENO
