15 Giugno 2026
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di Gianfranco Galiè

Torna il derby dopo quarant’anni. Tanta acqua è passata sotto i ponti. In questo quasi mezzo secolo, l’Ascoli ha vissuto il periodo più glorioso della sua storia inanellando tanti anni di serie A e molti di B. La Samb, al contrario, il suo periodo più brutto, contraddistinto – salvo qualche rara eccezione – da fallimenti societari e campionati dilettanteschi. Adesso la situazione si è riequilibrata. L’Ascoli, dopo la retrocessione dalla B in C, ha rischiato seriamente di retrocedere addirittura in D. La Samb, invece, al termine di un entusiasmante campionato, è approdata finalmente e di nuovo fra i professionisti ed entrambe si ritrovano in C come negli anni Settanta.

 

 

Altre novità importanti hanno coinvolto entrambe le società. Mentre nel capoluogo piceno si è vissuta drammaticamente la gestione settennale di Pulcinelli (ora conclusa), in riva all’Adriatico, morta la Samb 1923 dello sbruffone romano Renzi, è nata o meglio rinata la Samb di una società finalmente gestita da imprenditori locali. Insomma, ci si appresta a questo derby in condizioni del tutto nuove, con un entusiasmo che attraversa e accomuna tutto il Piceno calcistico.
Sono cambiati anche i tifosi. Ormai sono una minoranza coloro che hanno vissuto i derby del passato. La maggioranza è composta da giovani che hanno sentito raccontare le gesta del passato dai loro padri e nonni e, come si sa, le cose raccontate spesso assumono i contorni del mito. Non che non siano veri i fatti (spesso incresciosi) che vengono raccontati dai più anziani, sia ascolani che sambenedettesi, ma ciò che li contraddistingue è l’unilateralità delle versioni ovvero ciascuno ricorda i torti subìti e mai quelli fatti. Così i tifosi più sanguigni di entrambe le sponde arrivano al tanto sospirato derby con l’ansia della vendetta, della rivalsa. Questo turba non solo i presidenti delle due società che lanciano appelli per una partita che sperano sia tranquilla e pacifica, condita da fantastiche coreografie, sfottò e insulti reciproci, ma nulla di più. Turba anche la grande maggioranza dei tifosi rossoblu e bianconeri, soprattutto i più stagionati, che vorrebbero riassaporare qualcosa delle antiche emozioni, vibrare di passione ma poi, tornarsene a casa tranquilli, qualsiasi sia stato il risultato.

Come andrà? Cosa prevarrà? Io spero che vinca la Samb ovviamente, ma soprattutto che prevalga lo spirito sportivo di entrambe le tifoserie e non si finisca sui giornali per questioni che nulla hanno a che fare con esso.