Presidente, com’è andato il primo semestre 2025 per il settore delle costruzioni nella provincia fermana? Quali sono le prospettive per la fine dell’anno?
Esprimo forte preoccupazione per i ritardi nell’attuazione del PNRR. Solo il 20% dei fondi assegnati è stato effettivamente erogato. Il comparto della transizione ecologica, pur avendo ricevuto 318 milioni di euro, ha visto appena l’8% dei pagamenti effettuati. Anche le risorse destinate a scuola, università e ricerca sono ferme, con una spesa realizzata di appena il 23%. Questa lentezza burocratica sta paralizzando il settore edilizio, con il rischio concreto di perdere risorse fondamentali per la riqualificazione urbana e l’efficienza energetica.
Nonostante ciò, intravedo segnali di rilancio grazie alla recente estensione della Zona Economica Speciale (ZES) alle Marche. Le misure previste — credito d’imposta fino al 35% per investimenti in immobili, macchinari e attrezzature, incentivi all’assunzione per lavoratori over 35, deroghe urbanistiche e procedure semplificate — rappresentano un’opportunità concreta per settori strategici come edilizia, logistica e innovazione. L’ANCE Fermo continuerà a svolgere il proprio ruolo di ponte tra imprese e istituzioni, affinché queste opportunità si traducano in sviluppo reale.
Dal suo punto d’osservazione privilegiato, quali sono oggi le principali difficoltà che le imprese edili si trovano ad affrontare?
Le criticità sono molteplici e strutturali. In primis la burocrazia: procedure lente e complesse rallentano l’avvio dei cantieri, scoraggiando investimenti. La carenza di manodopera qualificata è un altro nodo cruciale: il 48% delle imprese fatica a trovare personale adeguato, con impatti diretti su qualità e tempi di esecuzione. Le infrastrutture, sia viarie che digitali, restano insufficienti, penalizzando soprattutto le aree interne già colpite da spopolamento e carenza di servizi. Sul piano economico, molte piccole imprese restano escluse dai bandi, con fondi insufficienti anche per la Zona Franca Urbana. A questo si aggiungono costi energetici elevati e una digitalizzazione ancora troppo lenta. Infine, la ricostruzione post-sisma: i ritardi nei pagamenti e le difficoltà operative continuano a mettere a dura prova le imprese impegnate nei cantieri.
Presidente, il 28 e 29 settembre si vota per il rinnovo del Consiglio Regionale. Che cosa chiede ai candidati per lo sviluppo dei territori e del settore edile?
Ai candidati chiedo impegni concreti e misurabili. Servono politiche regionali che semplifichino davvero le procedure amministrative, incentivino la formazione tecnica e professionale, e investano in infrastrutture strategiche. È fondamentale garantire un accesso equo ai bandi e ai fondi, soprattutto per le piccole imprese locali, e sostenere la transizione energetica con misure che rendano competitivi i nostri costi. La ZES è una grande opportunità, ma va gestita con visione e competenza. Chiedo inoltre attenzione alle aree interne: servono servizi, incentivi alla residenzialità e una ricostruzione post-sisma finalmente rapida e trasparente.
Il settore edile può essere un motore di sviluppo per tutta la regione. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma chiediamo ai futuri consiglieri regionali di fare la loro.
Infine, mi corre l’obbligo di ricordare che ANCE Fermo continuerà a collaborare con le istituzioni per garantire un futuro solido e sostenibile al settore delle costruzioni, con particolare attenzione alle imprese locali e alle aree più fragili. 09/09/2025
