17 Giugno 2026
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Installazione

2025-09-22 – Le icone difilippiane, rese materia oscura e aspra, pendono come ordigni imminenti: reliquie di un sacro profanato, precipitate dalla trascendenza alla caduta. Il gesto dell’artista non è mera denuncia, ma un atto poetico di smascheramento: l’icona, simbolo di luce, qui diventa ombra gravosa, memoria che incombe e minaccia. Lo spettatore si trova intrappolato in un campo visivo che oscilla tra l’ascetico e l’apocalittico, costretto a interrogarsi sul fragile confine fra spiritualità e violenza, contemplazione e annientamento. In questa tensione, Difilippo trasfigura la tradizione in rovina, facendo della sospensione il teatro di un’inquietudine contemporanea.