6 Agosto 2026
Giacomo-Guida

Ricci: “Approveremo salario minimo nelle Marche. Meloni impugnerà la nostra legge come in Toscana?”

“Il Governo Meloni ha impugnato la legge della Toscana che introduceva un salario minimo per chi lavora con risorse pubbliche. Una norma semplice, giusta, che avrebbe garantito almeno 9 euro l’ora a chi lavora negli appalti e subappalti pubblici. Un atto di civiltà. Ma per la destra è troppo. Per questo noi diciamo con chiarezza che se vinceremo introdurremo anche nelle Marche una misura semplice e concreta: chi lavora per la Regione Marche, direttamente, in subappalto o ricevendo fondi regionali, dovrà rispettare i contratti collettivi e garantire un salario minimo di almeno 9 euro l’ora. È una questione di giustizia sociale, di rispetto e di dignità”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della Regione Marche, in occasione della terza tappa del tour ‘Ricci on the beach’ che oggi lo vedrà sulle spiagge di Fano e di Marotta.

“Nelle Marche la povertà è diventata un’emergenza sociale. Il fenomeno è aggravato dal lavoro povero, che colpisce anche tanti marchigiani: persone che, pur lavorando, non riescono a superare la soglia di povertà né a condurre una vita dignitosa. Il rapporto Caritas 2025 posiziona le Marche, in rapporto alla popolazione, come la regione con il più alto tasso di famiglie in Italia che si rivolgono ai loro centri. Davanti a tutto questo, il Governo invece di combattere lo sfruttamento lo protegge. Il Governo difende chi sfrutta. Noi stiamo con chi lavora. E lo faremo sul serio, con il nostro Cambio di Marche”, conclude Ricci.

 

Progetto Marche: “Sprechi, opacità e silenzi: la Regione spieghi i 12 milioni spesi tramite ATIM”

Vastante: «Altro che accuse pretestuose a Ricci, è il centrodestra che deve chiarire come spende i soldi pubblici»

Pesaro 6 agosto 2025 – In un momento in cui le Marche avrebbero urgente bisogno di una riflessione seria e condivisa sulla qualità della spesa pubblica e sulla destinazione delle risorse regionali, assistiamo con crescente preoccupazione a un ribaltamento delle priorità nel dibattito politico e mediatico. Dopo l’inchiesta televisiva di Report, che ha acceso i riflettori su oltre 12 milioni di euro spesi dalla Regione Marche tramite ATIM (l’Agenzia per il Turismo e l’Internazionalizzazione istituita dal presidente Francesco Acquaroli) il silenzio delle istituzioni e della maggioranza di centrodestra risulta clamoroso quanto inaccettabile.

Parliamo di fondi pubblici, assegnati in larga parte attraverso affidamenti diretti e finiti, per oltre un terzo, a società con sede fuori Regione, in particolare a Roma. Risorse che avrebbero potuto e dovuto sostenere servizi essenziali, imprese locali e progetti a beneficio diretto dei marchigiani, sono state invece impiegate in iniziative promozionali discutibili, prive di trasparenza e di un effettivo impatto economico sul territorio. È bene ricordare che la stessa Giunta regionale ha dovuto trasmettere ad ANAC e Corte dei Conti ben 48 pagine di documentazione, in cui si parla apertamente di una “diffusa approssimazione nella gestione amministrativa” dell’Agenzia. Un’ammissione implicita, che però non ha generato alcuna assunzione di responsabilità politica né chiarimenti pubblici da parte del presidente Acquaroli.

A fronte di questo scenario inquietante, il dibattito pubblico si concentra in maniera sproporzionata su un avviso di garanzia a carico di Matteo Ricci, candidato alla Presidenza della Regione per il centrosinistra, relativo a un presunto vantaggio non patrimoniale per spese pari a 600 mila euro in cinque anni, finalizzate a eventi e promozione turistica realmente realizzati e destinati alla collettività. Senza entrare nel merito delle indagini, Progetto Marche denuncia con forza l’evidente squilibrio mediatico e politico: si solleva clamore attorno a cifre contenute e attività pubblicamente documentate, mentre si tace colpevolmente su gestioni ben più opache, che hanno drenato risorse fondamentali per lo sviluppo del territorio.

In merito, interviene Agostino Vastante, candidato nel collegio di Pesaro e Urbino per la lista Progetto Marche, che sostiene la candidatura di Matteo Ricci: «I cittadini meritano verità e trasparenza. Come si possono giustificare 12 milioni di euro affidati fuori Regione, senza alcun riscontro tangibile per l’economia marchigiana? È evidente che siamo di fronte a uno spreco sistemico, mascherato da operazioni di promozione. Le accuse rivolte a Ricci appaiono sempre più strumentali, messe in scena per distogliere l’attenzione dai veri scandali della Regione. Il centrodestra non può continuare a nascondersi: deve spiegare ai marchigiani come ha gestito le risorse pubbliche in questi anni».

Progetto Marche lancia quindi un appello a tutti i candidati e alle forze politiche per un confronto pubblico, serio e trasparente, fondato su temi reali e urgenti. La sanità e l’istruzione rappresentano il nostro futuro e devono tornare al centro dell’agenda regionale. La gestione delle risorse idriche e dei rifiuti è oggi uno snodo cruciale per la sostenibilità ambientale e la qualità della vita. Le politiche economiche devono generare occupazione vera, non perpetuare un assistenzialismo inefficace che indebolisce l’autonomia e la dignità delle persone.

Infine, Progetto Marche denuncia l’ipocrisia di chi, dopo anni di immobilismo, propone in extremis l’inserimento delle Marche nella cosiddetta Zona Economica Speciale, una misura che rievoca la logica della ex Cassa del Mezzogiorno, e che certifica, per la prima volta su scala regionale, lo stato di “depressione economica” delle Marche, un tempo tra le regioni più dinamiche del Centro Italia. «Noi guardiamo ai bisogni reali delle persone – conclude Vastante – e vogliamo una Regione che investa in innovazione, ambiente e sviluppo sostenibile, non un sistema piegato agli interessi di pochi. I marchigiani meritano di più: una politica fatta di competenza, coerenza e visione».

Ricci: “In CDM Marche-Umbria? Speriamo non sia la solita finzione elettorale”
“Abbiamo appena appreso che il Governo ha annunciato un disegno di legge per il rilancio delle Marche e dell’Umbria, speriamo non sia la solita finzione propagandistica. Noi mettiamo sempre l’interesse di comunità prima dell’interesse di partito a differenza loro, per cui se ci saranno risorse ben vengano. Vogliamo lavorare sempre più in sinergia con la presidente Proietti su infrastrutture, sviluppo, turismo. Per questo ci auguriamo che sia la verità e non una finzione elettorale, siccome in questi anni ci hanno abituato a inaugurazioni di facciate di ospedali, di letti spostati da una struttura sanitaria all’altra… Oggi inaugurano una strada che non c’è. Speriamo quindi che non sia la solita finzione e che i soldi li mettano davvero per rilanciare le Marche e l’Umbria”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della Regione Marche.

 

Ricci: “Acquaroli dovrebbe conoscere iter parlamentare. Zes marchigiana è solo finzione elettorale”
“Riguardo al tema della ZES, il presidente Acquaroli ha fatto anche il parlamentare, per cui dovrebbe conoscere l’iter parlamentare e sapere che se una cosa è urgente si fanno i decreti legge, non i disegni di legge che hanno mesi di discussione per essere approvati. Soprattutto se una cosa è urgente ci si mettono i soldi e invece in questo disegno di legge i soldi non ci sono e, nella migliore delle ipotesi, bisognerà aspettare la prossima legge di bilancio, cioè il 2026, perché nella norma che hanno scritto il provvedimento è ‘ad invarianza di bilancio’. Per questo è una grande presa in giro per i marchigiani, una grande finzione elettorale. Le Marche non sono una Zona economica speciale ma una Zona elettorale speciale”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della Regione Marche, replica a Francesco Acquaroli.
“Se si vogliono fare le cose allora vanno fatte sul serio e non perché si pensa così di prendere in giro i cittadini. – dichiara Ricci – Inoltre la ZES conferma ciò che diciamo da mesi e che Bankitalia e Svimez, purtroppo, certificano, ovvero che l’economia marchigiana è ferma nonostante la mole di investimenti pubblici straordinaria che è stata messa in campo in questi anni, i 14 miliardi per il terremoto e i tanti miliardi del PNRR ai quali loro in Europa hanno votato contro. Questi cinque anni di politiche economiche hanno portato zero risultati anzi hanno addirittura portato dei peggioramenti nell’economia marchigiana che ora viene messa ulteriormente alla prova dai dazi dei loro amici sovranisti e protezionisti”, conclude Ricci.
Ricci: “Marchigiani presi in giro su ZES, pura finzione. È un disegno di legge e non c’è un euro”
“Ieri l’ennesima testimonianza della filiera della finzione che continua a mentire ai marchigiani che ha certificato, con la ZES, la crisi marchigiana causata da Acquaroli con un’iniziativa di partito, venduta come istituzionale e pagata con i soldi dei marchigiani”, dichiara Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della regione Marche.
“Per rendersi conto della finzione che cercano di vendere ai marchigiani basta vedere che non si parla di un decreto legge ma un disegno di legge, quindi non entrerà subito in vigore ma andrà discusso, per cui si andrà dopo le regionali. – dichiara Ricci – L’altra finzione sta nel fatto che non c’è stanziato un euro e, se prevedi defiscalizzazioni devi prevedere risorse a copertura, che invece non ci sono. Non si possono continuare a prendere in giro marchigiani solo per fare propaganda. – prosegue – Poi c’è scritto “ad invarianza dei conti dello Stato”, quindi non deve nemmeno incidere nei bilanci dello Stato e questa rappresenta la terza finzione. – conclude – Non riconoscere questa certificazione di crisi è da irresponsabili. Noi faremo uscire i marchigiani da questa mediocrità e finzione della destra. Più che Zona Economica Speciale è il caso di parlare di Zona Elettorale Speciale alla quale noi contrapponiamo una Squadra Reale Speciale”.

Ricci: “Marche nella ZES riconosce crisi economica causata da Acquaroli e la sua giunta”

“Ieri alla prima notizia di inserimento delle Marche e dell’Umbria nella ZES ho reagito in maniera attendista sperando non fosse l’ennesima finzione elettorale e invece, dopo poche ore, è emerso che era così”, dichiara Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della Regione Marche.

“Senza dirlo significa riconoscere una crisi economica forte delle Marche. Noi sono mesi che lo diciamo che, purtroppo, le Marche non crescono, nonostante i fondi PNRR ai quali hanno votato contro e i 14 miliardi per il terremoto delle Marche. Dati confermati anche da Bankitalia e Svimez. Dati che non tenevano ancora conto dei dazi che incideranno negativamente sull’export regionale. – dichiara Ricci – Ieri hanno annunciato ciò che due anni fa era stato bocciato, dimostrando che c’è una crisi economica e chi può essere il responsabile di ciò se non Acquaroli e la sua Giunta che ieri gioivano per questa cosa“

 

Ricci: “Chi sta nella realtà oggi sta vicino ai sindaci dopo la bomba d’acqua di ieri, non a inaugurare strade che non ci sono”
“Chi come noi sta nella realtà oggi non può che stare vicino ai sindaci di quei territori che ieri hanno subito una bomba d’acqua molto grossa, che ha creato danni e disagi alla comunità. Il compito di chi fa politica in maniera concreta è stare in mezzo alla realtà e in questo caso è stare vicino ai sindaci per capire che problemi hanno avuto e quali interventi bisogna fare nei prossimi anni per rendere il territorio più sicuro dal punto di vista del dissesto idrogeologico sapendo che il cambiamento climatico è più veloce di quello che ci immaginavamo. Molti ancora lo negano ma purtroppo c’è e agire anticipando i fenomeni legati al cambiamento climatico è un elemento di innovazione della pubblica amministrazione, sia quando piove troppo sia quando ci sono grandi periodi di caldo feroce”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della Regione Marche, che questa mattina si è recato ad Osimo per un sopralluogo, assieme alla sindaca Michela Glorio, nelle zone più colpite dall’alluvione di ieri come l’ospedale cittadino ed alcune strade ad ora chiuse per impraticabilità.
“Questo è il nostro modo di fare politica, del resto non abbiamo altro modo per servire i marchigiani, perché il nostro è un servizio nei loro confronti. – dichiara Ricci – Noi non faremo mai venire le questioni di partito prima delle questioni politiche come invece sta avvenendo oggi, dove si usano i simboli istituzionali per un’iniziativa propagandistica di una destra che sbandiera numeri vuoti, inaugura facciate d’ospedale, sposta i letti da una struttura sanitaria all’altra nella notte e taglia nastri di strade che ancora non sono state realizzate. Gran parte di questi ‘tagli di nastro’ li fa poi grazie ai fondi PNRR ma non dicono che loro, a quei fondi, hanno votato contro e che se fosse stato per loro non sarebbero mai arrivati nelle Marche e in Italia”.

ZES, l’ultimo bluff della giunta Acquaroli: propaganda spacciata per sviluppo

Fabriano 05 agosto 2025 – Una conferenza stampa in grande stile, un annuncio in prima serata, l’hashtag pronto per i social. Ma dietro la facciata della Zona Economica Speciale (ZES) estesa alle Marche si nasconde l’ennesima mossa propagandistica del governo Meloni e della giunta Acquaroli. Una misura sbandierata come storica, che però, nei fatti, rimane un guscio vuoto. “A rendere ancora più evidente la natura propagandistica dell’annuncio – commenta Giacomo Guida, candidato con Progetto Marche, lista a sostegno di Matteo Ricci – è il fatto che si sia scelta la via del disegno di legge, e non quella di un decreto legge immediatamente operativo. Se il governo avesse voluto davvero attivare la ZES senza se e senza ma, lo avrebbe fatto subito. Invece si è preferito un percorso lungo, incerto, pieno di condizioni. Il segnale è chiaro: non un piano d’azione, ma l’ennesima promessa da campagna elettorale”.

Altro che vittoria. L’estensione della ZES è in realtà il certificato di fallimento della giunta regionale. Se oggi si ricorre a misure straordinarie, è perché le politiche ordinarie non hanno funzionato. In cinque anni, la destra ha accompagnato le Marche e, soprattutto le aree interne, verso una crisi sempre più profonda. Fabrianese, entroterra maceratese, zone montane: territori dimenticati, spogliati di risorse e privati di prospettive. Ora, per nascondere l’immobilismo, si grida al miracolo.

E nel trambusto mediatico c’è anche chi non perde occasione per mettersi in vetrina. L’assessore Chiara Biondi si affretta a rivendicare l’operazione come un successo di Forza Italia. Una mossa che sa tanto di riposizionamento pre-elettorale, più che di convinzione politica. Fino a ieri in prima fila con la Lega, oggi pronta a ricalibrarsi accanto a Tajani. Ma non è cambiando casacca che si conquista credibilità. Restano aperte le domande fondamentali:
Dove sono le coperture? Quanto dureranno gli incentivi? Chi gestirà le risorse? Con quali criteri? Qual è la visione industriale che sostiene questa misura? Finché queste risposte mancheranno, la ZES rischia di essere solo un titolo da usare nei comizi e nei post sponsorizzati.

Le aree interne non hanno bisogno di effetti speciali. Hanno bisogno di infrastrutture, sanità pubblica, opportunità per i giovani, imprese che investono, servizi che funzionano. “L’annuncio della ZES – conclude Giacomo Guida – è solo l’ultimo tentativo disperato di mascherare cinque anni di immobilismo. Ma i marchigiani non si fanno più ingannare da spot e slogan. È ora di restituire serietà alla politica regionale, con un progetto vero, costruito con e per i territori. Le Marche meritano di più. Ed è tempo di dimostrarlo”.