2025-08-10 – da Facebook
<<Si sente molto parlare della mancanza di turisti in questa stagione, problema sicuramente nazionale, ma da tempo la nostra realtà fa i conti con una continua e costante flessione negativa delle presenze.
La mia è una famiglia di cuochi e ristoratori, credo che, negli anni passati, abbiamo contribuito all’immagine turistica di San Benedetto, per quanto potesse essere nelle nostre forze.
Oggi lavoro per una multinazionale leader di mercato e da oltre 8 anni viaggio e mi confronto costantemente con molteplici realtà in contesti nazionali ed internazionali, partecipo a corsi manageriali ed ho avuto l’opportunità di diventarne trainer per alcuni. Ricopro il ruolo di direttore vendite, dopo aver fatto gavetta in azienda con un percorso trasversale, continuando a studiare per accrescere le mie competenze. Mi occupo di vendita.
Vendere è il punto di arrivo di un progetto; portare turisti, alla fin dei conti, non è altro che saper vendere il proprio territorio insieme a tutti i suoi servizi offerti.
Volevo portare il mio contributo a questa discussione, avendo a cuore il territorio in cui sono nato e vivo, con qualche spunto e qualche riflessione.
Prima di entrare nel merito di quale offerta proporre, bisognerebbe partire da una onesta e profonda autocritica ed un’analisi (punti di forza, carenze, sfide, opportunità, aspettative, etc) per strutturare una strategia, stilando un action plan sul breve, medio e lungo periodo, definendo quali sono i target da centrare e gli obiettivi da raggiungere.
Servono tempo, investimenti programmati ed idee ma, senza una visione strategica, c’è il rischio di continuare a collezionare flop, rincorrendo una palla che rotola senza sapere se è nella metà giusta del campo e se la stiamo calciando nella direzione corretta. Il rischio è di aggravare ulteriormente la situazione e, restando nell’ambito calcistico, di fare autogol.
– Il primo passo da intraprendere, come già espresso, deve essere la definizione di una strategia commerciale chiara e condivisa da tutti gli operatori turistici e dalle amministrazioni.
– Valutati il o i target di clienti a cui rivolgersi, analizzare e comprendere i loro bisogni (cosa li spinge a scegliere una località piuttosto che un’altra) ed adeguare di conseguenza l’offerta turistica.
– Creare o rilanciare un brand che sia riconoscibile (es. “la riviera delle palme”), che proietti immediatamente il turista verso il territorio e la futura esperienza che andrà a vivere durante le sue vacanze.
– Promuovere il brand e di conseguenza il territorio con la sua offerta; sia su scala nazionale che internazionale per colmare il gap creatosi dai tanti turisti italiani che sempre più scelgono mete estere; rilanciare una stagione lunga, che inizi ad aprile e termini a metà ottobre, sfruttando i periodi di ferie e festivi anche di altre nazioni.
– Offerte chiare con possibilità di prenotazioni anche tramite piattaforme locali, che non dimezzino le marginalità di chi poi dovrà fornire servizi e permettano di vendere camere con largo anticipo, con offerte strategiche (pacchetti, escursioni, cene presso strutture locali…sono convinto che ogni imprenditore saprà come meglio attirare clienti verso le proprie strutture!).
– Creare engagement con gli ospiti: devono sentirsi coinvolti in un’esperienza turistica che vorranno ripetere e raccontare al loro rientro e non soggetti passivi di una vacanza mediocre.
– Azioni di follow-up al termine della loro permanenza: richiesta di feedback per migliorare l’offerta, invio dí promozioni per trascorrere piacevoli week end nei periodi di bassa stagione, ponti e festività nazionali. Restare vicino ai turisti/clienti e convincerli a tornare nuovamente. Stimolarli ad azioni di passaparola proattivo per moltiplicare l’azione di promozione territoriale.
– Formazione a 360 gradi degli operatori del settore per far crescere esponenzialmente la qualità dell’offerta.
– Corsi di lingue gratuiti per prepararsi ad un’accoglienza internazionale.
– Visione del territorio in senso più ampio: abbiamo un patrimonio storico, culturale, enogastronomico, paesaggistico, sportivo ed imprenditoriale che si espande in pochi Km quadrati. Saperlo sfruttare, superando divisioni ed unendo le forze potrebbe essere una carta vincente, anzi di questo ne sono sicuro!
Altro punto fondamentale è la consapevolezza di gravi carenze strutturali che perseguitano il nostro territorio da anni, senza essere mai state affrontate e risolte.
Come può arrivare un ospite in riviera e nel Piceno?
– Mancanza di collegamenti da e per gli aeroporti Ancona e Pescara che faciliterebbero l’arrivo di ospiti internazionali; provate voi stessi a raggiungere uno di questi due aeroporti con i mezzi pubblici a disposizione e fatemi sapere se trovate una soluzione comoda e diretta…
– Ridotte fermate delle principali tratte ferroviarie nella stazione di San Benedetto che costringono chi decide di raggiungerci in treno a cambi (con valigie al seguito) ed utilizzo di treni regionali.
– Mancanza di una Bus Station attrezzata e funzionale; ad oggi le tratte a lunga percorrenza fermano sulla SS16 con relativo disagio al traffico locale. Pensate ad un turista che viene scaricato in piazza della Marina, con i suoi bagagli e che deve raggiungere una struttura ricettiva…l’inizio di una odissea! Per non parlare di quanto accade di fronte alla nostra stazione ferroviaria, dove bus urbani ed interurbani fanno sosta e scalo…
Quindi? Ad oggi, il mezzo di trasporto più comodo per raggiungerci resta l’automobile. Anche in questo caso vedo dei limiti strutturali che andrebbero superati.
– Revisione della viabilità cittadina con l’obiettivo di ridurre la congestione del traffico estivo.
– Carenza di parcheggi “lunga sosta” per sopperire ad un’extra affluenza estiva di auto, volti a sensibilizzare il turista nel minimizzarne l’utilizzo durante le vacanze.
– Potenziamento del servizio di trasporto pubblico: frequenza e tratte dei bus, servizio taxi in termini di numero mezzi ed aree sosta (non ci sono isole taxi sul lungomare!?!); navette notturne per semplificare i movimenti della movida limitandone così rischi e pericoli, senza sfavorire nessuna area commerciale e turistica della città.
– Valutare la creazione di zone ztl per i non residenti al fine di incentivare l’utilizzo dell’uso dei mezzi pubblici da parte dei turisti.
– Manto stradale e lavori di manutenzione da programmare e realizzare ben prima dell’inizio della stagione: ci sono arterie principali della città che sono in condizioni imbarazzanti e lavori di manutenzione puntualmente eseguiti a luglio!?!
Poi ovviamente ci sono i contenuti dell’offerta ma, se non decidiamo prima a chi rivolgerci, è primordiale pensare a cosa offrire!
Il lavoro è lungo e complesso; chi se ne farà carico potrà riportare questo territorio a riscoprire il successo che merita, che tanti anni fa ha riscosso, sicuramente in tempi diversi e con esigenze turistiche differenti ma con la lungimiranza commerciale dei nostri padri, nonni e bisnonni; a loro certo non è mancata!
Resta un mio modesto pensiero, ci ho riflettuto molto e ci tenevo a condividerlo, sperando possa essere utile per contribuire al nostro rilancio!
Voi cosa ne pensate?>>
Marco Cameli
