15 Giugno 2026
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2025-08-20 – Il nostro territorio si è sempre identificato con un vino che ha tutte le caratteristiche per diventare ambasciatore della storia, della tipicità e dell’identità del Piceno. Numerosi documenti scritti, testimoniano la storia millenaria del Falerio che, dall’epoca romana, è giunto a noi, confermando un realtà vitivinicola che ha reso protagonista l’interazione tra uomo e territorio.



Simbolo del nostro territorio: il Falerio ha cavalcato secoli di storia

Il nome Falerio deriva da Falerone, città in provincia di Fermo: questa DOC, un tempo Falerio dei Colli Ascolani, è stata riconosciuta nel 1975. Sono del 1596 i riferimenti su questo vino, grazie all’opera di Andrea Bacci che, nel suo noto trattato De naturali vinorum historia, parla nel dettaglio di vini e vigneti. La modifica della DOC del 1997, lascia il solo nome di Falerio, definendo gli uvaggi utilizzati; ci sono due tipologie: la DOC Falerio ha una percentuale che va dal 20 al 50% di Trebbiano toscano, mentre per i vitigni autoctoni Passerina e Pecorino siamo tra il 10 e 30% ciascuno. La seconda tipologia, la DOC Falerio Pecorino, prevede la presenza di questo vitigno per almeno l’85%.

La DOC comprende tutta la provincia di Ascoli Piceno e una piccola zona in provincia di Fermo, fino ad un’altezza di 700 metri s.l.m. Il terroir è caratterizzato da colline argillose, le zone coltivate risentono sia della catena Appenninica che del mar Adriatico.

Caratteristiche

Questo vino bianco, autentica testimonianza della lunga tradizione vitivinicola del nostro territorio, si presenta con una struttura equilibrata: il Falerio ha un color giallo paglierino con sfumature dorate, al naso intenso e con una buona complessità, sprigiona note floreali e sentori di frutti a polpa bianca, ananas e salvia. La freschezza e la sapidità all’assaggio, definiscono questo vino che si presenta ben bilanciato, perfetto per tutto pasto.

A tavola

Il Falerio è un vino che merita di essere protagonista della nostra proposta gastronomica: grazie alle sue caratteristiche e alla consapevolezza dei ristoratori che, con estrema attenzione, lo stanno valorizzando, si stanno definendo sempre meglio gli abbinamenti a tavola. La cura e l’attenzione degli operatori locali sta crescendo e si va definendo un percorso gastronomico che possa valorizzare il territorio tout court: questo significa non solo preparare ricette eccellenti con una materia prima di alta qualità, ma significa anche andare alla ricerca di un perfetto bilanciamento tra ciò che è nel piatto è ciò che si beve. Sembra un discorso banale, ma non lo è affatto: nel momento in cui si mette piede in cucina, molti ristoratori sono già proiettati al risultato finale, certi che la loro narrazione gastronomica stupirà i marchigiani e anche gli altri avventori. Vediamo nel dettaglio come possiamo spaziare quando si parla di Falerio.

Abbinamenti

Questo blend è soggetto a piccole variazioni, secondo la mano del produttore e proprio per questo possiamo individuare quello che meglio si adatta alla nostra ricetta. Il Falerio è ottimo con il pesce, dagli antipasti con molluschi e crostacei, ai primi e ai secondi scegliendo tranquillamente anche un pesce dal sapore più intenso come una ricciola o un baccalà. Abbinamento classico e tipico del territorio è con le Olive Ascolane del Piceno DOP, ricetta la cui complessità vuole un vino fermo dal gran carattere. Ottimo anche le pizze gourmet: l’abbinamento pizza e vino è, ultimamente, sempre più gettonato e il Falerio si presta perfettamente data la sua grande versatilità. Altro abbinamento per eccellenza è con le carni bianche: piatto tipico del nostro territorio è il pollo (o coniglio) ‘ncip ‘nciap, preparazione simbolo dell’ascolano, semplice e gustosissima, particolarmente gettonata nel periodo estivo.