6 Agosto 2026
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mercoledì 30 luglio 2025  12:39

Ci Sto? Affare fatica’: un’estate da record per il bene comune. Oltre 2000 giovani impegnati in 112 Comuni delle Marche

Si chiude con numeri da record l’edizione 2025 di ‘Ci Sto? Affare fatica – Facciamo il bene comune!’, il progetto che per sei settimane ha visto migliaia di giovani rimboccarsi le maniche per la cura e la valorizzazione del proprio territorio. Sono stati 112 i Comuni delle Marche e 6 Istituti di Istruzione Superiore che hanno aderito all’iniziativa, coinvolgendo attivamente circa 2000 ragazzi e ragazze dai 14 ai 21 anni in un’esperienza di cittadinanza attiva e impegno civico.

I dati e il bilancio di questa straordinaria edizione sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso la sede della Regione Marche. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale alle Politiche Giovanili, Chiara Biondi, e la vicepresidente del CSV (Centro Servizi per il Volontariato) Marche Ets, Sonia Brunetti.

Il progetto, finanziato dalla Regione Marche – Politiche Giovanili e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le Politiche Giovanili e il servizio civile universale con il FNPG 2024/2026 e coordinato dal Csv Marche Ets, ha permesso ai giovani partecipanti, suddivisi in squadre, di dedicarsi per una o più settimane ad attività concrete di manutenzione e riqualificazione di beni comuni: dalla pulizia di parchi e spiagge alla verniciatura di panchine e staccionate, dalla cura di aiuole alla realizzazione di piccoli interventi di decoro urbano. Guidati da tutor più grandi e da “handyman” esperti, i ragazzi hanno trasformato il loro tempo estivo in un’opportunità di crescita personale e collettiva, ricevendo in cambio dei “buoni fatica” da spendere negli esercizi commerciali locali.

“L’edizione di quest’anno ha superato ogni aspettativa, confermando la bontà di un progetto in cui crediamo fermamente”, ha dichiarato l’assessore Chiara Biondi. “Vedere tutti questi giovani dedicare la propria estate al bene della comunità è un segnale potentissimo. Questi ragazzi non solo hanno reso più belli i nostri paesi e le nostre città, ma hanno anche dimostrato un senso di appartenenza e una voglia di fare che sono di esempio per tutti. La Regione Marche continuerà a sostenere con forza iniziative come questa, che investono sul protagonismo giovanile e sulla costruzione di una cittadinanza consapevole e solidale”.

Grande soddisfazione è stata espressa anche da Sonia Brunetti, vicepresidente del CSV Marche: “Siamo orgogliosi di coordinare un progetto che genera un impatto così positivo e diffuso su tutto il territorio regionale. Il successo di “Ci Sto? Affare fatica – Facciamo il bene comune!” risiede nella sua capacità di creare una rete virtuosa tra istituzioni, mondo del volontariato, imprese e, soprattutto, giovani. È un modello di welfare di comunità che funziona, che insegna il valore della fatica e del ‘fare insieme’. Ringrazio tutti i Comuni, i tutor, gli handyman e le associazioni che hanno collaborato per rendere possibile questo risultato straordinario”.

L’appuntamento è già fissato per la prossima estate, con l’obiettivo di coinvolgere un numero ancora maggiore di giovani e comuni in questa grande “fatica” che fa bene a tutti.

Alcuni dati e numeri dell’edizione 2025:

– 6 settimane di svolgimento (dal 16 giugno al 25 luglio 2025)

– 227 squadre di giovani (14-21 anni) attivate in tutto il territorio regionale

– 112 comuni e 6 Istituti di Istruzione Superiore si sono candidati come luoghi dove ospitare i giovani partecipanti. Le attività si sono svolte in tutti i comuni e in tutti gli IIS ad eccezione di 3 Comuni che non hanno raccolto sufficienti adesioni per attivare almeno una squadra.

– Sono arrivate in tutto 3597 iscrizioni a fronte di 2270 posti disponibili

– 156 sono stati i tutor (22-35 anni) che hanno affiancato le squadre nell’arco del progetto, a fronte di 246 candidature arrivate

– Circa 150 i volontari degli ETS che hanno ricoperto la figura degli Handyman (maestri d’arte) affiancando i giovani e trasferendo loro le competenze di base per la realizzazione delle attività di cura dei beni comuni.

– 22 sono i comuni alla loro prima esperienza. Di questi 21 hanno avviato le attività con le squadre e soltanto uno non ha raccolto abbastanza adesioni per l’avvio.

– 87 su 112, i comuni di piccole e medie dimensioni (sotto i 14000 abitanti) che hanno aderito. Questo dimostra come il progetto sia un’opportunità importante per i giovani anche e soprattutto in quei territori dove è difficile organizzare esperienze estive (e non) di socializzazione per gli adolescenti e i giovani.

– 6 gli IIS aderenti, uno in più dello scorso anno: l’IIS MARCONI PIERALISI di Jesi; il POLO TECNICO CORINALDESI PADOVANO e il LICEO MEDI di Senigallia, l’IPSSAR SANTA MARTA e il LICEO MENGARONI di Pesaro e, in fine, l’Istituto Omnicomprensivo Celli Michelini Tocci di Cagli e di Piobbico che ha dato così ai giovani di altri due comuni la possibilità di partecipare al progetto.

 

mercoledì 30 luglio 2025  15:15

Febbre catarrale degli ovini (Blue Tongue), le misure della Regione Marche attivate per fronteggiare l’emergenza

Comunicati stampa In primo piano Agricoltura Sviluppo Rurale e Pesca
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“La Regione Marche ha dato tutte le indicazioni a livello veterinario per fronteggiare l’emergenza Febbre catarrale degli ovini (Blue Tongue)”. Lo comunica l’assessore all’Agricoltura Andrea Maria Antonini che spiega: “La Blue Tongue è stata affrontata appena si è acutizzata l‘epidemia dall’Unità di Crisi Regionale attraverso il GORES-Marche che si è immediatamente riunito ed emanato le linee di indirizzo sulle  misure di controllo della circolazione virale e sulla gestione degli animali sensibili alla malattia”.

I servizi veterinari di tutte le Aziende Sanitarie Territoriali hanno avviato le procedure per dare le necessarie informazioni agli allevatori anche sull’opportunità di vaccinare contro il Sierotipo 8 della Blue Tongue, malattia che è stata declassata a livello UE poiché di solo interesse zootecnico non pericolosa per la salute umana. Gli allevatori marchigiani si sono quindi organizzati per vaccinare e trattare con prodotti insetto repellenti i propri animali.

“Nel contempo – aggiunge Antonini – abbiamo attivato gli uffici della Direzione Agricoltura per richiedere una disponibilità dei fondi di bilancio dedicati alla Blue Tongue. Ieri, 29 luglio, il Consiglio regionale ha approvato l’Assestamento del Bilancio 2025 mettendo a disposizione 100.000 euro per i primi interventi di emergenza per riconoscere un sostegno agli allevatori, che potrà essere concesso nel rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato (de minimis)”.

Gli indennizzi (che potranno avere un tasso di aiuto fino al 100%) potranno riguardare principalmente i costi per il vaccino, per i prodotti repellenti per gli insetti vettori, per i capi morti, per l’eventuale perdita di reddito. Gli indennizzi potranno essere erogati solo se i casi di morbilità e/o mortalità risulteranno riconosciuti ufficialmente.

“Gli indennizzi potranno essere richiesti attraverso un Bando che verrà aperto a breve. Poiché i focolai sono ancora in atto e la situazione epidemiologica non è stabile, le domande di indennizzo potranno essere presentate fino alla fine dell’anno consentendo agli allevatori stessi di quantificare meglio i danni subiti e le spese sostenute” aggiunge Antonini.

 

La situazione epidemiologica della malattia sul territorio regionale è consultabile nel bollettino Epidemiologico Nazionale al link https://www.izs.it/BENV_NEW/datiemappe.html  con il seguente aggiornamento: da inizio anno ad oggi in regione sono stati accertati complessivamente 80 focolai di BT e ci sono altri 47 focolai in fase di accertamento. L’AST principalmente coinvolta è quella di Macerata, che detiene quasi il 50% del patrimonio ovicaprino della regione. Nei focolai sono presenti 24.383 ovini, di questi, ad oggi, sono morti 599 capi.

 

mercoledì 30 luglio 2025  14:51

‘Norme per il sostegno e la promozione del Terzo settore, dell’attivismo civico e dell’economia sociale nella Regione Marche’, la proposta di legge

Riorganizzare e rafforzare l’intero sistema di relazioni tra istituzioni pubbliche, cittadini attivi ed enti del Terzo settore (ETS) è l’obiettivo della proposta di legge regionale ‘Norme per il sostegno e la promozione del Terzo settore, dell’attivismo civico e dell’economia sociale nella Regione Marche’ presentata dalla Giunta regionale all’Assemblea legislativa con richiesta di dichiarazione d’urgenza.

Una iniziativa legislativa finalizzata a valorizzare il ruolo e le attività del Terzo settore marchigiano e delle relative reti di rappresentanza di cui sono state accolte e condivise sollecitazioni e aspettative, spiega l’assessore al Volontariato e Terzo settore, Chiara Biondi: “Una legge 4.0, innovativa ed efficace, scritta grazie ad un lavoro corale e in piena sinergia con il mondo del terzo settore e della cooperazione. La Regione Marche, tra le poche ad aver legiferato in materia, si dota di uno strumento legislativo capace di valorizzare le esperienze già attive sul territorio e di promuovere nuove forme di attivismo civico che si esprimano in enti del Terzo settore e nell’attività di volontariato, promuovendo forme avanzate di collaborazione istituzionale, in coerenza con il principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale e con le migliori pratiche nazionali ed europee”.

E’ l’innovazione amministrativa e sociale e la rivitalizzazione della partecipazione civica il principio fondante, dove i rapporti di collaborazione “garantiscono il riconoscimento della centralità delle comunità locali, intese come sistema di relazioni tra le persone, le istituzioni, le famiglie, le organizzazioni sociali, ciascuna per le proprie competenze e responsabilità, per promuovere il miglioramento della qualità della vita”.

Articolato in dieci titoli, il disegno di legge prevede che la Regione riconosca, sostenga e promuova l’autonoma iniziativa delle persone, singole o associate in formazioni sociali, per l’esercizio di attività di interesse generale, sulla base del principio costituzionale di sussidiarietà, fattore di coesione sociale, sviluppo locale, innovazione sociale e amministrativa e modalità innovativa di adempimento dei doveri di solidarietà attraverso l’esercizio delle libertà sociali.

La Regione riconosce poi il ruolo specifico dei volontari ed il valore dell’attività di volontariato ‘espressione originale del principio di solidarietà’, e promuove il Terzo settore operante nella Regione, nelle sue declinazioni plurali, definendo specifiche misure di sostegno.

E’ prevista la convocazione, almeno ogni due anni, di una Conferenza regionale del Terzo settore e l’istituzione di un Osservatorio regionale sul Terzo settore e sull’amministrazione condivisa, strumento di studio e approfondimento tecnico per lo svolgimento dei lavori del Consiglio regionale del Terzo settore, costituito da sei esperti in materia, di cui due nominati dalla Regione Marche, uno dall’ANCI Marche, tre dall’associazione degli Enti di Terzo settore.

La presenza degli ETS nel territorio regionale è particolarmente significativa per numerosità, per diffusione territoriale e dimensione evolutiva, ma anche per la trasversalità delle attività di interesse generale svolte. Gli ETS totali iscritti nel RUNTS sono, ad oggi, 4.282, così suddivisi: – ODV 1.338; – APS 1.946; – Enti filantropici 10; – imprese sociali 566; – SOMS 5; altri ETS 417.

 

mercoledì 30 luglio 2025  12:37

Nasce la figura professionale di “Operatore per le attività di assistenza di base e ludico-ricreative rivolte a soggetti fragili”

La Regione introduce una nuova figura nel Repertorio regionale dei profili professionali: l’“Operatore per le attività di assistenza di base e ludico-ricreative rivolte a soggetti fragili”.

“Questo profilo – spiega l’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione, Stefano Aguzzi – è stato richiesto e sollecitato dal competente settore sociale della Regione Marche, a sua volta stimolato a questo dagli ATS (Ambiti Territoriali Sociali) che hanno segnalato una carenza di personale adeguato in questo settore. Gli ATS, infatti, hanno più volte manifestato di trovarsi in forte difficoltà nell’erogazione dei servizi socio-educativi, di natura ricreativa, assistenziale, rivolti alla cittadinanza, in quanto non riescono a trovare un numero congruo di professionalità adeguate alle loro esigenze”.

Due in particolare sono le grandi problematiche riferite dagli ATS derivanti dall’assenza di personale adeguato: da un lato la difficoltà ad erogare il servizio ai cittadini; dall’altro, anche nel caso in cui si riesca a farlo, la tardiva erogazione dello stesso per l’oggettiva difficoltà di individuare e organizzare gli operatori qualificati per questa attività.

“Era dunque necessario intervenire per assicurare la priorità di garantire l’assistenza ai cittadini – sottolinea Aguzzi – come già fatto del resto da altre Regioni che si sono organizzate nell’istituzione di figure professionali qualificate per garantire le attività di supporto nell’assistenza alla cura delle persone fragili”.

Esistono già nel Repertorio Regionale Qualifiche Professionali (RRPP) due figure professionali operanti in ambito sociale: l’assistente all’autonomia e alla comunicazione per la disabilità (Asacom) e l’animatore per gli anziani, che però sono specificatamente indirizzate a particolari utenti, non coprendo tutta la platea dei destinatari dei servizi quali i minori o gli adulti in difficoltà.

La nuova figura affianca quella dell’educatore professionale, assiste l’utente nell’espletamento delle funzioni primarie secondo il grado di inabilità, dalla cura della persona all’assunzione del cibo e mobilità, curando gli aspetti relativi alla sicurezza, intervenendo in caso di emergenze e supportando l’utente nelle attività quotidiane con l’obiettivo di aiutare l’autonomia e il mantenimento delle abilità di base possedute. Su indicazione e supervisione dell’equipe di professionisti, inoltre, collabora alla realizzazione di attività ludico-ricreative.

Svolge la propria attività in contesti organizzativi strutturati in forma di dipendente o come collaboratore cooperando con colleghi, rapportandosi con responsabili e con soggetti terzi ed utenti.

“I nostri uffici – hanno lavorato a stretto contatto con gli ATS, le organizzazioni sindacali, gli enti del Terzo Settore e l’Università Politecnica delle Marche per definire il profilo e gli ambiti di competenza di questa nuova figura professionale, concordando infine sull’inserimento di questa figura nel Repertorio Regionale Qualifiche Professionali.

 

mercoledì 30 luglio 2025  11:24

Ancona, oltre il 70% degli operatori sanitari degli ospedali pubblici formati contro le infezioni correlate all’assistenza

Superata la soglia del 70% di operatori sanitari formati negli ospedali pubblici delle Marche per contrastare le infezioni correlate all’assistenza (ICA): un risultato significativo per la qualità e la sicurezza delle cure.

“Il forte impegno della Regione Marche in questo ambito conferma quanto la prevenzione sia una priorità per il sistema sanitario regionale e nazionale – ha dichiarato il vicepresidente della Giunta regionale e assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini – investire nella formazione del personale significa garantire cure più sicure ed efficaci per tutti i cittadini.”

Il 15 luglio, presso l’aula Totti dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, si è tenuto un workshop dedicato al Programma regionale di formazione per la prevenzione e il controllo delle ICA. L’evento ha rappresentato un momento di confronto sui risultati raggiunti nell’ambito dell’intervento M6 – Missione Salute del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con particolare attenzione alla formazione degli operatori sanitari sul tema delle infezioni ospedaliere.

Le ICA costituiscono una delle principali sfide di sanità pubblica: si tratta di infezioni che insorgono durante il percorso assistenziale – ad esempio in fase di ricovero – e possono essere causate da batteri, virus, funghi o altri patogeni. Le conseguenze possono essere gravi: degenze prolungate, disabilità, aumento della mortalità e dei costi per il sistema sanitario, oltre al rischio crescente di antibiotico-resistenza. Tuttavia, secondo studi recenti, tra il 35% e il 55% di queste infezioni è evitabile attraverso pratiche di prevenzione adeguate.

Proprio in quest’ottica, il PNRR ha destinato risorse specifiche alla formazione, con l’obiettivo di coinvolgere oltre 290.000 operatori sanitari a livello nazionale. Alla Regione Marche sono stati assegnati quasi 2 milioni di euro, utilizzati per avviare – a partire dal 1° marzo 2024 – un ampio programma formativo regionale, realizzato in collaborazione con il Dipartimento Salute, l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche (AOU) e l’Università Politecnica delle Marche.

Sono stati coinvolti 7.302 operatori sanitari, in linea con il target assegnato alla Regione. Al 30 giugno 2025, le Marche hanno ampiamente superato l’obiettivo nazionale del 52%, raggiungendo il 73% di operatori formati.

Il workshop ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali ed esperti del settore. Dopo i saluti iniziali del direttore generale dell’AOU delle Marche, Armando Gozzini, del preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche, Mauro Silvestrini, e del presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Ancona, Fulvio Borromei, il direttore del Dipartimento Salute, Antonio Draisci, ha presentato lo stato di attuazione degli interventi del PNRR.

Sono intervenuti anche i docenti del corso FAD (Formazione a Distanza), rappresentanti dell’AST di Pesaro Urbino – che ha già raggiunto il 100% di operatori formati – e dell’Agenzia Regionale Sanitaria (ARS), testimoniando la sinergia e la collaborazione che caratterizzano l’approccio marchigiano. Presenti anche la responsabile della formazione dell’Azienda USL della Valle d’Aosta e le direzioni sanitarie delle cliniche private Villa Igea e Villa Serena, che hanno aderito con entusiasmo al programma formativo regionale.

mercoledì 30 luglio 2025  15:50

A Monte Porzio un nuovo ambulatorio infermieristico: al centro l’Infermiere di Famiglia e Comunità per una sanità più vicina e accessibile

L’Azienda Sanitaria Territoriale (AST) di Pesaro-Urbino ha inaugurato oggi un nuovo ambulatorio infermieristico nel comune di Monte Porzio per potenziare l’assistenza. Presente il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. L’apertura, resa possibile dalla collaborazione con l’amministrazione comunale che ha messo a disposizione i locali, si inserisce nel progetto “Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC)”, un’iniziativa strategica per potenziare i servizi sanitari di prossimità e rafforzare la rete assistenziale sul territorio.

“La sanità è un servizio essenziale, soprattutto nei territori più estesi e meno densamente abitati – ha detto il presidente Acquaroli -. Nelle Marche possiamo contare su strutture di eccellenza, spesso riconosciute tra le migliori in Italia. Tuttavia, se non funziona la rete territoriale, anche queste eccellenze rischiano di essere sovraccaricate da una domanda impropria. È per questo che abbiamo lavorato per la sanità diffusa sul territorio, e crediamo nel ruolo strategico del medico di medicina generale, e dell’infermiere di comunità. Se mettiamo queste professionalità in condizione di dialogare con le strutture per acuti, possiamo fare molto di più per i cittadini, soprattutto per la gestione delle cronicità. La popolazione sta diventando sempre più longeva: garantire la sostenibilità del sistema sanitario significa evitare l’ospedalizzazione evitabile e rafforzare la prevenzione. Stiamo lavorando per attivare sempre più servizi territoriali, come avevamo programmato, perché è lì che si gioca la vera sfida del futuro. Le prestazioni sanitarie che eroghiamo sono aumentate del 15% rispetto al 2019, anno pre-pandemico, ma la domanda è cresciuta del 38% e questo ci conferma che dobbiamo lavorare sul territorio e sull’appropriatezza”.

Il nuovo ambulatorio, situato nell’ex sede comunale, rappresenta una risposta concreta alle necessità sanitarie della comunità locale. Monte Porzio, un comune di 2.811 abitanti, affronta sfide demografiche quali l’invecchiamento della popolazione e un progressivo spopolamento giovanile. I residenti devono attualmente percorrere circa 30 minuti per raggiungere i poli sanitari pubblici di Fano e Pergola. L’introduzione di questa nuova figura professionale mira a migliorare la qualità e l’accessibilità dei servizi, in particolare per la popolazione over 65, che rappresenta il 23,4% dei residenti.

“Stiamo lavorando per portare la sanità sempre più vicino ai cittadini, soprattutto nei territori interni dove l’accesso ai servizi è più difficile – ha detto il direttore generale della AST Alberto Carelli -. Abbiamo già attivato quattro Punti Salute e ne realizzeremo altri quattro nei prossimi mesi. Inoltre, abbiamo aperto tre ambulatori come questo e continuiamo a dialogare con i sindaci per individuare le aree con maggiori necessità. Non a caso, il primo Punto Salute è stato attivato a Piandimeleto, proprio per dare una risposta concreta ai territori più periferici”.

Il progetto dell’Infermiere di Famiglia e Comunità, promosso dall’AST PU, si fonda su un modello di “Medicina di Iniziativa”, un approccio proattivo che non attende il cittadino in ospedale ma lo assiste per promuovere la salute, prevenire le malattie e gestire le cronicità direttamente nel suo contesto di vita. L’obiettivo è fornire un’assistenza continuativa, favorire l’integrazione tra i servizi sanitari e sociali e operare in stretta sinergia con i medici di medicina generale, gli specialisti e gli assistenti sociali.

L’ambulatorio offrirà una vasta gamma di servizi, tra cui:

–       Educazione sanitaria e prevenzione per le malattie cardiovascolari, la sindrome metabolica e altre patologie croniche.

–       Prestazioni ambulatoriali per persone deambulanti, come medicazioni, terapie parenterali, controllo della pressione e della glicemia, e gestione di cateteri vescicali.

–       Attività a domicilio per persone caratterizzate da grave fragilità, disabilità psico-fisica o alto rischio socio-sanitario.

–       Somministrazione di vaccinazioni (es. antinfluenzale, anti-covid) in accordo con il servizio di prevenzione aziendale.

–       Supporto a pazienti e caregiver nella gestione della malattia, nel monitoraggio dell’aderenza terapeutica e nella riconciliazione farmacologica.

–       Integrazione e raccordo con la rete dei servizi territoriali, incluse farmacie, scuole e associazioni di volontariato.

Inizialmente, l’ambulatorio di Piazza Garibaldi sarà aperto tre giorni alla settimana dalle ore 8:00 alle 14:00, con la possibilità di implementare l’orario in base ai bisogni che emergeranno. Il progetto prevede inoltre, in una fase successiva, l’attivazione di servizi di telemedicina. L’apertura dell’ambulatorio di Monte Porzio segna un passo fondamentale verso la costruzione di una sanità più vicina al cittadino, per garantire a tutti, specialmente ai più fragili, le cure essenziali di cui hanno bisogno. Il sindaco Marco Moscatelli ha ringraziato Regione e AST per l’intervento che permetterà di dare risposte immediate ai cittadini e decongestionare i pronto soccorso dell’area. “Grazie al coinvolgimento anche dei medici di famiglia e degli assistenti sociali – ha sottolineato Moscatelli – si potrà costruire una rete di prossimità capace di raggiungere direttamente le persone più fragili, attraverso servizi a domicilio pensati per chi si trova in situazioni di difficoltà”.