6 Agosto 2026
reti-cliniche

lunedì 14 luglio 2025  13:42

Riorganizzazione delle reti cliniche ospedaliere: una presa in carico efficace e personalizzata con la nuova Rete Malattie Infettive delle Marche

La Regione Marche ha riorganizzato la Rete delle Malattie Infettive con l’obiettivo di garantire una presa in carico globale, efficace e personalizzata del paziente, integrando professionalità e strutture in tutto il territorio regionale. Questa nuova rete rappresenta un modello organizzativo innovativo, basato su una collaborazione coordinata e tempestiva tra operatori sanitari, fondamentale per rispondere alle sfide poste dalle malattie infettive, che possono diffondersi rapidamente nella popolazione.

“Con la nuova rete delle malattie infettive garantiamo prevenzione, diagnosi, cura ed un’assistenza sanitaria di alto livello per queste patologie in tutto il territorio regionale – dichiara il vicepresidente e assessore alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini -. Un modello organizzativo fondato su una rete integrata fra professionisti e strutture, su tempestività e presa in carico globale, è fondamentale specie per le malattie infettive che si diffondono velocemente tra la popolazione. La nuova rete rappresenta un’ulteriore testimonianza della grande attenzione che stiamo riservando alla prevenzione e alla qualità delle cure “.

Le malattie infettive continuano a essere una delle più rilevanti cause di patologia, disabilità e morte. La pandemia da SARS-CoV-2 ha evidenziato l’importanza di disporre di una rete ospedaliera efficiente, in grado di rispondere a una crescente domanda assistenziale dedicando posti letto e risorse specifiche per i pazienti con patologie infettive. Per questo motivo, la Regione Marche ha avviato un percorso di riorganizzazione delle reti cliniche ospedaliere, in linea con il Piano Socio Sanitario 2023-2025, che prevede “aggregazioni funzionali” di servizi e professionisti che lavorano in modo continuativo e coordinato per garantire percorsi di cura di alta qualità.

La gestione delle malattie infettive richiede l’attuazione di strategie complesse, quali l’identificazione tempestiva, l’isolamento e il trattamento specialistico. È quindi fondamentale la diffusione e l’integrazione sul territorio delle competenze necessarie, lungo tutto il percorso assistenziale — dalla prevenzione alla cura. Le indicazioni regionali prevedono inoltre un collegamento funzionale tra ospedali e strutture territoriali (servizi di igiene e sanità pubblica, microbiologia, cure primarie, servizi per le dipendenze, sanità penitenziaria, consultori familiari) e la definizione e implementazione di Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA) per le principali patologie infettive. La rete si integra con le altre reti specialistiche regionali e si avvale dell’organizzazione di un Coordinamento Regionale Malattie Infettive che coordina le attività a livello regionale.

La nuova Rete Malattie Infettive delle Marche si pone come priorità garantire l’accessibilità e l’equità delle cure, la continuità assistenziale tra strutture e professionalità, e promuovere l’integrazione delle risorse, lo sviluppo delle competenze, l’appropriatezza clinica e gestionale, nonché la presa in carico globale del paziente in tutte le fasi della malattia, dalla prevenzione al follow-up e alla continuità territoriale e domiciliare.

Sono previste 4 Unità Operative Complesse: 2 presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, 1 presso l’AST Pesaro Urbino e 1 presso l’AST Fermo, collegate a Unità Operative Semplici Dipartimentali negli ospedali di Macerata e Ascoli Piceno.

Due i livelli della governance: un Coordinamento regionale formato dal direttore dell’Agenzia Regionale Sanitaria (ARS) e i dirigenti competenti, i direttori sanitari degli Enti del Sistema Sanitario Regionale (SSR), e un referente clinico come responsabile operativo che formulerà gli indirizzi tecnico-operativi, verificherà le modalità di funzionamento della Rete e i risultati raggiunti, diffonderà e promuoverà i protocolli.

I Comitati Locali, uno per ogni Ente del SSR (formati da un referente clinico e uno per ogni Direzione Medica Ospedaliera, uno per ogni Unità Operativa/Servizio coinvolti, uno per ogni Distretto, uno per Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta, uno per cittadini/pazienti e altre figure ritenute necessarie), avranno il compito di coordinare le attività tra i vari professionisti, elaborare protocolli e procedure appropriate per la presa in carico e la soddisfazione dei bisogni dei cittadini, definire i criteri locali di accessibilità al PDTA regionale, realizzare audit clinici assistenziale e organizzativo analizzando eventuali criticità emerse nell’applicazione del PDTA anche per proporre azioni di miglioramento.

sabato 12 luglio 2025  15:01

Sostenibilità, Innovazione e Cooperazione nella Blue Economy per il mare Adriatico. Incontro Ministeriale – Loggia dei Mercanti, Ancona, 15 luglio 2025

I ministri di Albania, Croazia, Montenegro e Slovenia, congiuntamente al Ministro Francesco Lollobrigida, al Sottosegretario Patrizio La Pietra e al Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, nonché ad alti rappresentanti delle amministrazioni coinvolte, si riuniranno ad Ancona il prossimo 15 luglio per un incontro cruciale sulla “Sostenibilità, Innovazione e Cooperazione nella Blue Economy per il mare Adriatico”. L’evento, di alto profilo politico, mira a forgiare una strategia congiunta per il futuro del bacino, ponendo le basi per un modello di gestione innovativo e resiliente.

L’incontro si prefigge di andare oltre le tradizionali logiche di limitazione dello sforzo di pesca, spesso punitive per le economie costiere. L’obiettivo è sviluppare misure di gestione condivise che integrino l’impatto dei cambiamenti climatici, dell’innalzamento delle temperature e del livello delle acque nei modelli di valutazione degli stock ittici. Questa visione olistica riconosce che la semplice riduzione dell’attività di pesca ha “un effetto dirompente sulla possibilità di approvvigionamento della risorsa alimentare”, aumentando la dipendenza dalle importazioni e mettendo a rischio il tessuto socio-economico delle comunità marittime.

Sul fronte dell’acquacoltura, in particolare la molluschicoltura, la volontà è quella di affrontare con urgenza l’emergenza causata dai cambiamenti climatici e dall’invasione di specie aliene come il granchio blu, al fine di porre le basi per misure gestionali immediate ed efficaci per sostenere un settore vitale per l’economia blu regionale.

L’obiettivo, quindi, è creare un fronte diplomatico unito tra i Paesi dell’Adriatico, per esercitare una forte e condivisa influenza sui futuri negoziati sia in seno alla Commissione europea che alla Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (CGPM). I ministri intendono contrastare le proposte di riduzioni delle giornate di pesca, che peraltro non tengono conto della diminuzione delle flotte pescherecce, un fattore economico e sociale di crescente rilevanza.

Questo vertice rappresenta, quindi, un’opportunità strategica per condividere esperienze e delineare azioni comuni, rafforzando una cooperazione regionale già consolidata. La visione è ambiziosa: trasformare il modello di gestione dell’Adriatico in un “esempio virtuoso di cooperazione” a livello internazionale, dimostrando che la sostenibilità può andare di pari passo con la prosperità economica attraverso un’azione politica concertata e innovativa.

sabato 12 luglio 2025  14:40

Avviato il cantiere della nuova cabinovia Frontignano-Cornaccione. Minor impatto ambientale, destagionalizzazione ed inclusività a sostegno dell’economia delle aree interne delle Marche

Sabato 12 luglio, nel Piazzale Selvapiana di Frontignano di Ussita (MC), si è tenuta la cerimonia di avvio del cantiere per la realizzazione della cabinovia Frontignano-Cornaccione (1350 metri-1909 metri).

 

Molte le autorità presenti: il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il Senatore Guido Castelli, Commissario straordinario ricostruzione sisma 2016, Andrea Spaterna, già Presidente dell’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Alessandro Gentilucci, Presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino, Silvia Bernardini Sindaco di Ussita, il vescovo di Camerino.

 

L’impianto di risalita che vede l’avvio dei lavori (fine prevista entro dicembre 2025) è composto da capienti cabine di 10 posti per un numero totale di 49 veicoli e si estende per un dislivello di 558 metri su una lunghezza inclinata di 2.069 metri. La potenzialità massima di trasporto è di 1.200 persone l’ora con un potenziamento fino a 1.800 persone l’ora, il tempo di percorrenza è di 7 minuti e 35 secondi. Un moderno impianto che può trasportare persone, biciclette, carrozzine consentendo l’utilizzo anche alle persone con disabilità per far fruire la montagna a tutti. L’impegno complessivo di spesa è di circa 17 milioni di Euro (13,1 mln dal PNC complementare al PRNN, 3,7 mln Ord. 109 Decreto USR, 499,6 mila Euro fondi di bilancio del comune di Ussita).

 

Il Presidente Acquaroli: uno strumento strategico per dare futuro alla comunità

“La ricostruzione dell’impianto di risalita di Frontignano rappresenta sicuramente uno di quegli interventi essenziali e fondamentali per il rilancio di questo territorio, non solo relativamente alla ricostruzione post-sisma ma di un intero comprensorio che rappresenta un fiore all’occhiello delle Marche e del centro Italia, che non può prescindere dal nostro meraviglioso entroterra e dal suo potenziale turistico ed economico – ha detto Francesco Acquaroli, Presidente della Giunta regionale – Occorreva individuare strumenti strategici che aprissero a nuove prospettive per una comunità ferita e disillusa che non credeva più nella opportunità di tornare in questo territorio. Voglio ringraziare i sindaci, gli imprenditori e quei cittadini che non hanno mai lasciato questo territorio che hanno fatto impresa, tenuto aperto i servizi, gli allevamenti e le attività. È grazie a loro se siamo arrivati qui e che ci hanno dato una base per futuro sviluppo. Lo voglio dire in una frase: nulla è impossibile a chi ci crede! E quindi facciamo insieme lo sforzo di vedere il futuro di queste comunità, che stiamo costruendo con visione e coraggio”.

 

 

Il Sen Castelli, risultato grazie alla collaborazione istituzionale

«L’avvio del cantiere della nuova cabinovia Frontignano–Cornaccione è una notizia di grande importanza per il territorio di Ussita e per lo sviluppo del turismo montano nel Maceratese. Si tratta di un’opera moderna e sostenibile, frutto di un lavoro lungo e condiviso, che ho seguito fin dal principio, e di una visione che mette al centro l’ambiente, l’accessibilità e la sicurezza. Un risultato, quello odierno, reso possibile grazie all’impegno del Presidente Francesco Acquaroli e del Sindaco Silvia Bernardini, che conferma come nelle Marche vi sia un modello di collaborazione istituzionale efficace e concreto. Restituire attrattività a questi luoghi, favorendo un turismo destagionalizzato capace di generare sviluppo economico e sociale, significa creare nuove  opportunità per il futuro delle nostre comunità. È così che la montagna torna protagonista: non solo come meta, ma come motore della ripartenza”.

 

Le vecchie seggiovie smantellate

Il nuovo impianto ‘sostituisce’ le vecchie seggiovie “Selvapiana” e “Cornaccione”, a servizio del settore del Canalone e la biposto “Ginepro” a servizio del settore Saliere. Strutture ormai obsolete e non più rispondenti a criteri di compatibilità ed economicità.

 

Un impianto per tutti

La scelta di una cabinovia ad ammorsamento automatico, in luogo della seggiovia, ha l’obiettivo principale di rendere il servizio di trasporto sicuro, efficace ed agevole anche per le categorie di utenti diversamente abili, per persone anziane o con ridotta mobilità e famiglie, in ogni periodo dell’anno. Le persone, infatti, potranno facilmente utilizzare la cabinovia con ogni condizione climatica, per attività escursionistiche estive e invernali e per l’accesso diretto al nuovo Rifugio di monte, favorendo la destagionalizzazione con un impianto opportunamente dimensionato per una pressione sostenibile sull’area servita.

 

Un progetto per lo sviluppo concertato con tutte le istituzioni

Questo traguardo è il risultato di un complesso iter progettuale svolto in concertazione con tutti gli Enti interessati, quelli di tutela del territorio in primis, con l’obiettivo di realizzare un’infrastruttura strategica per lo sviluppo dell’economia locale e, al contempo, fortemente migliorativa in termini d’impatto ambientale rispetto alla situazione preesistente.

 

“Un traguardo significativo – ha affermato Silvia Bernardini, Sindaco di Ussita – frutto di un lungo iter burocratico e di una visione condivisa per lo sviluppo economico e nel rispetto del nostro prezioso ambiente montano. È un progetto che nasce da lontano, quando, ormai 25 anni fa (2001), una giovane Sindaco Bernardini ed un Parco nato da poco, con l’allora Presidente Graziani, sottoscrissero per i relativi Enti, un protocollo di Intesa, per far sì che le due realtà, Comprensorio sciistico di Frontignano e zona a tutela integrale del Parco, potessero coesistere e lavorare nella stessa direzione. Ci sono voluti 25 anni, ma quando un progetto è valido, viene condiviso e realizzato. Ed io ho la grande soddisfazione di averlo avviato e di poterlo vedere realizzato.

Il protocollo prevedeva di dimezzare il numero di impianti, ma soprattutto la rimozione completa e definitiva di quelli più impattanti della catena dei Monti Sibillini, quali la Funivia Vallone di Selvapiana-Malghe delle Spigare che attraversa la meravigliosa Val di Bove e lo skilift delle Spigare, opere sicuramente avveniristiche per l’epoca in cui sono state realizzate, ma altamente impattanti. Quest’opera è emblematica di come la Comunità della montagna creda fortemente nel rispetto dell’ambiente in cui vive e nel rilancio dei luoghi, nell’economia dei territori montani e nel suo futuro. Le aree interne ed i Comuni come il nostro possono e devono fare molto nella ricostruzione post-sisma 2016, non solo fisica, ma anche delle Comunità, dando valore ai territori e alle persone”.

 

“L’impianto di risalita, completamente green, rappresenta la possibilità di un turismo lento e di un accesso più friendly verso la montagna   ha continuato il Sindaco Bernardini – Basti pensare che lo scorso anno il numero delle persone che hanno usufruito degli impianti di risalita è stato di oltre 54 mila, questo in una annata con uno scarso innevamento e pochissimi giorni di apertura per lo sci, e quindi la maggior parte dei passaggi sono stati effettuati da amanti della montagna, per trekking, utilizzo del bike Park o esperienze ambientali, in stagioni diverse da quella invernale.

Numeri significativi per l’economia del nostro territorio montano che mostra capacità di resilienza e volontà di rinascita. Come ci amiamo definire, i nostri sono Territori Forti e Fluidi”.

 

Non solo neve, ma un turismo per la montagna tutto l’anno

L’utenza target che potrà usufruire del nuovo impianto è molto più ampia rispetto alla categoria degli sciatori (che interessa un periodo ristretto, nonostante la conca del Canalone conservi a lungo la neve caduta) e sarà inoltre sensibilizzata mediante campagne di educazione ambientale già definite in sede di Valutazione di impatto ambientale, per permettere di godere del panorama unico offerto dal Monte Bove o trattenersi per passare una giornata in un ambiente naturale di pregio, nel pieno rispetto dell’ambiente circostante, godendo dell’unicità di questo impianto, sicuramente il più ad alta quota delle Marche, con affaccio su un terrazzo sorprendente.

 

La stazione a monte si integra con l’ambiente

Il progetto della stazione a monte, rimodulato anche a seguito della richiesta di integrazioni da parte dell’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, prevede una stazione che si integra il più possibile nel paesaggio naturale, cercando di minimizzare l’impatto visivo e ambientale. L’idea centrale è quella di realizzare una struttura completamente interrata, seguendo il profilo del terreno, con l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica per rinforzare e rinaturalizzare le pareti laterali del rilevato.

 

 

Caratteristiche tecniche del nuovo impianto

 

– capienza della cabina 10 posti;

– numero totale dei veicoli: 49;

– Dislivello di 558,90 metri su una lunghezza inclinata di 2.069, 13 metri con una pendenza media di circa il 28%;

– Lunghezza orizzontale metri 1973,65;

– Intervallo tra le partenze sarà inizialmente di 30 secondi per poi portarlo al massimo a 20 secondi;

– Potenzialità massima di trasporto di 1.200 persone all’ora, predisposta per un potenziamento fino a 1.800 persone/ora;

– Tempo di percorrenza 7 minuti e 35 secondi;

– Velocità di esercizio 6 metri al secondo.

 

venerdì 11 luglio 2025  16:37

Forum del Lavoro a Pesaro, le attività della Regione Marche per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro. I dati su politiche attive e della formazione

“Oggi si fa il punto sulle tante attività svolte in questi anni, non un’eredità ma un focus su quanto è stato fatto di proficuo per lasciare traccia di un percorso che ci auguriamo possa continuare per costruire futuro”. Così l’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, Stefano Aguzzi, al Forum del lavoro di questa mattina a Pesaro nel corso del quale sono state illustrate le attività svolte dalla Regione Marche per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro attraverso l’attuazione di politiche attive e della formazione.
“Una bella occasione per ‘rendicontare’ i risultati delle misure programmate che abbiamo attuato e per illustrare i contenuti dei bandi in uscita, grazie al concorso dei fondi nazionali ed europei”. Un buon lavoro, aggiunge “quello condotto in questi anni dalla Regione, condiviso e basato sull’ascolto grazie alle iniziative che abbiamo svolto regolarmente sui territori. Ritengo fondamentale, prima di prendere decisioni, l’ascolto delle esigenze e il confronto con le parti economiche e sociali. E’ poi necessario portare a conoscenza e divulgare quanto fatto e quanto si farà per permettere ai destinatari di cogliere le opportunità”.

Sia riguardo all’occupazione femminile, a quella giovanile che all’occupazione in generale, in questa fase si registra un trend positivo per le Marche. “Dati positivi che si devono, oltre a un buon trend nazionale, al lavoro della Regione. In questi anni abbiamo incentivato le nuove assunzioni, la formazione, la stabilizzazione dei contratti precari, la creazione di impresa, piani aziendali family friendly per la conciliazione vita-lavoro, attività formativo professionali per favorire l’inserimento nel mondo al lavoro. Al via borse lavoro, di ricerca e tirocini, per tanti giovani verso i quali, una volta fatto un percorso proficuo all’interno dell’azienda, il datore di lavoro, se interessato a trattenerlo in azienda, può farlo grazie ad incentivi sostenuti da fondi regionali, nazionali ed europei. Ribadisco dunque l’importanza del sostegno alle imprese che assumono e stabilizzano”.

Altro capitolo fondamentale è quello della formazione. “Tante persone dicono di cercare un lavoro ma di non trovarlo e paradossalmente tantissime imprese sostengono di avere lavoro da offrire ma di non trovare lavoratori. Ciò vuol dire che non coincide la domanda con l’offerta. Ci siamo impegnati per far avvicinare queste due esigenze attraverso la creazione di corsi di formazione, attraverso gli ITS, la promozione dell’istruzione e formazione professionale, la formazione continua per coloro che sono già inseriti all’interno dell’impresa. Su tutti questi aspetti abbiamo lavorato tantissimo”.
Tra i dati emersi al Forum: sono 167 milioni i fondi dedicati alle politiche attive del lavoro attuate nel corso del quinquennio della legislatura. Si aggiungono 18 milioni circa derivanti dalla recente revisione di metà periodo del Fondo sociale europeo plus 2021/27, che saranno utilizzati nei prossimi mesi. E ammontano a 103 milioni circa i fondi destinati alla formazione professionale a valere sulle risorse FSE, PNRR, Fondo di Rotazione e risorse nazionali e regionali, a cui si aggiungono circa 8 milioni di euro della recente revisione di metà mandato del Fondo sociale europeo plus 2021/2027.

Nel suo intervento, Paolo Reboani, esperto del mercato del lavoro, ha elogiato le buone pratiche attivate dalla Regione Marche che hanno ottenuto ottimi risultati per l’occupazione, in particolare dei giovani, neo laureati e donne. Dati positivi perché si tratta di assunzioni con contratti a tempo indeterminato. Si registra una gestione poi delle crisi industriali che ha permesso di superare le difficili situazioni con particolare riguardo al settore moda.

Ad entrare nel dettaglio delle attività della Regione, sono stati Roberta Maestri, direttore del dipartimento politiche sociali, lavoro, istruzione e formazione e Massimo Rocchi, dirigente settore formazione, servizi per l’impiego e crisi aziendali. Simona Tironi assessore al Lavoro, formazione e istruzione della Regione Lombardia, ha confrontato l’esperienza e le misure attivate e si è complimenta con le Marche per aver messo al centro la persona e sviluppato misure di sostegno al mondo del lavoro che sta cambiando in modo repentino.

DATI
Politiche attive del lavoro: sono stati approvati ad oggi 4363 progetti complessivi per oltre 46 milioni di impegni. Dati destinati a crescere con due Avvisi del Fondo di rotazione per assunzioni e stabilizzazioni dei contrati precari.
770 le imprese create; 2215 le work experience finanziate tra borse lavoro, borse ricerca e borse tematiche botteghe scuola; 115 i tirocini presso le cancellerie degli uffici giudiziari delle Marche.
Tra gli interventi ‘di nicchia’ e sperimentali, il sostegno alle start up innovative, 27 quelle finanziate, 8 i progetti ‘family friendly’ nelle imprese per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
I nuovi Avvisi in via di emanazione: sostegno ai processi di workers buyout con 1 milione di euro di fondi stanziati; attivazione del Fondo nuovo credito alle imprese (quasi 10 milioni di euro), riproposizione dell’intervento mirato all’inserimento nel mercato del lavoro delle donne colpite da una patologia tumorale.

Formazione professionale: Ottimi i dati, nelle varie tipologie la formazione ha coinvolto sia occupati che disoccupati. Sono state formate complessivamente più di 19.000 persone. Forte sostegno alla formazione tecnica superiore (IFTS e ITS) che ha coinvolto oltre 3.000 allievi. L’85,2% dei diplomati ITS Marche hanno trovato un’occupazione entro 12 mesi dal conseguimento del diploma; sale al 93% la coerenza tra il percorso di studio e il ruolo occupazionale. Ampliata, come strumento di contrasto alla dispersione scolastica, l’offerta formativa duale con i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) anche grazie al sostegno delle risorse PNRR.

 

venerdì 11 luglio 2025  14:58

Camerano, svelata la facciata del nuovo ospedale Inrca e pronta la “stanza tipo”: l’ospedale sarà pronto per Il 2026

Svelata la facciata del nuovo ospedale Inrca. Si è svolto questa mattina, il sopralluogo al nuovo INRCA (Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani) nel Comune di Camerano da parte del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, accompagnato dagli assessori regionali all’edilizia sanitaria Francesco Baldelli e alla sanità Filippo Saltamartini. Durante l’ispezione al cantiere, è stata ufficialmente liberata dall’impalcatura la facciata principale della nuova struttura ospedaliera, un segnale tangibile dell’avanzamento dei lavori e dell’impegno della Regione nel potenziare i servizi sanitari del territorio.
“Il nuovo INRCA è un’opera fondamentale per la nostra sanità – ha detto il presidente Acquaroli – attesa da tantissimi anni sta arrivando finalmente nella fase finale. Oggi è una giornata bella perché abbiamo scoperto la facciata, ma fra qualche mese potremo finalmente entrare; l’ospedale sarà pronto nel 2026. Come i marchigiani ricorderanno è stato un percorso veramente lungo ed essere arrivati finalmente al traguardo è una grande soddisfazione, perché sappiamo quanto l’INRCA sia essenziale per la nostra regione, ma anche per la sanità nazionale. Si tratta di una settore, quello della geriatria e degli anziani, che in virtù di una sempre maggiore longevità è diventato centrale, e il supporto che potrà dare questa struttura a carattere scientifico (IRCCS) sarà sempre più fondamentale. Non solo in termini di cure, ma anche per la ricerca scientifica. Certamente vanno completate tutta una serie di impiantistiche e rifiniture interne, però siamo in uno stato molto avanzato come si può facilmente constatare. Se non ci saranno impedimenti entro il 2026 la struttura potrà essere inaugurata”.
“L’INRCA – ha proseguito l’assessore Baldelli – è una infrastruttura strategica non solo per Ancona ma per tutta la regione nell’ottica della rete ospedaliera che il presidente Acquaroli con la sua giunta sta costruendo. Stiamo entrando nel terzo millennio dell’edilizia sanitaria ospedaliera. E’ nostra intenzione infatti restituire i migliori servizi ai cittadini marchigiani e lo dobbiamo fare con strutture all’altezza dei tempi che viviamo. Questo sarà uno degli ospedali più moderni d’Italia, 318 posti letto per alla fine dei lavori, 189 milioni di euro di investimento ricordando anche che aggiungiamo 15 milioni di euro di investimento per la viabilità che raggiunge questo ospedale: una viabilità veloce e sicura non solo a servizio dell’ospedale, ma di tutta Ancona e della costa adriatica. Per quanto riguarda i tempi: abbiamo realizzato in cinque anni quei lavori che si attendevano da decenni qui ad Ancona e nella nostra regione ed è quello che stiamo facendo in tutti i territori delle Marche. Abbiamo già allestito la prima camera di degenza che verrà replicata in ogni piano di questo ospedale, quindi è già iniziata la posa degli impianti che da un punto di vista economico sono molto impattanti, ma da un punto di vista dei tempi sono molto più veloci”.
“La nuova sede dell’INRCA ha una straordinaria importanza – ha sottolineato l’assessore Saltamartini -. L’Istituto di ricerca a carattere geriatrico è unico in Italia e potrà sviluppare al meglio la propria attività di ricerca con programmi specifici rivolti alla popolazione marchigiana, questo è particolarmente importante alla luce dei cambiamenti demografici, non solo per le Marche, ma anche per tutto il territorio nazionale”.
Il nuovo complesso ospedaliero, che si estende su una superficie di circa 61.000 mq, rappresenta una delle opere più significative nel panorama sanitario regionale e sarà sismicamente isolato, progettato per mantenere la piena operatività anche in caso di eventi sismici. E’ strutturato su quattro piani più un quinto per l’elisuperficie, oltre a 1.500 mq esterni per la centrale termica e l’impiantistica. L’edificio è dotato di tecnologie avanzate, inclusi 279 isolatori sismici e 24 dissipatori per garantire la sicurezza
L’investimento complessivo per la realizzazione dell’opera è salito dagli iniziali 79,5 milioni di euro agli attuali 188,4 milioni di euro, a seguito delle varianti progettuali e normative approvate, che hanno reso la struttura ancora più moderna, funzionale e rispondente agli standard più aggiornati in materia di sicurezza, tecnologia e organizzazione sanitaria.
Il numero dei posti letto è passato da 255 a 318, in linea con le disposizioni delle DGR 1780/2018 e 1153/2017. Le lavorazioni attualmente in corso riguardano il completamento dei massetti, dei divisori interni in cartongesso, dei rivestimenti in mattoncini e vetrate, oltre all’avvio delle opere impiantistiche. Parallelamente, è in fase di realizzazione l’intervento di adeguamento della viabilità limitrofa, con un investimento pari a 15,3 milioni di euro, che prevede l’ampliamento a quattro corsie della S.P. n.2 tra Via Farfisa e Via Zingari, per migliorare l’accessibilità e la sicurezza della zona in vista dell’apertura del nuovo ospedale.
venerdì 11 luglio 2025  12:16

“Il correttivo del codice degli appalti: novità e criticità” mercoledì 16 luglio il 5° workshop a Fermo

 

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Progetto «1000 esperti» Investimento 2.2 «Task force digitalizzazione, monitoraggio e performance» della M1C1 Subinvestimento 2.2.1 «Assistenza tecnica a livello centrale e locale del PNRR» CUP B71B21007780006.

L’ultimo dei 5 incontri promossi dalla Regione, si terrà mercoledì 16 luglio mattina presso il palazzo dei Priori in Piazza del Popolo a Fermo, si rivolge a tecnici e professionisti degli enti pubblici.

Nell’ambito del progetto “Mille Esperti” – PNRR nazionale, finanziato dall’UE – Next Generation EU –  Investimento 2.2 «Task force digitalizzazione, monitoraggio e performance» della M1C1 Subinvestimento 2.2.1 «Assistenza tecnica a livello centrale e locale del PNRR» CUP B71B21007780006, è organizzato un ciclo di n. 5 incontri dedicati al correttivo  degli appalti.

Il nuovo codice degli appalti D.Lgs. n. 36/2023 è stato già revisionato dal D.Lgs. 209/2024 c.d. Correttivo appalti ,in vigore al 01 gennaio 2025 e pone nuove sfide, sia di responsabilità che interpretative. Il ciclo informativo/formativo è in continuità con le attività realizzate nella scorsa annualità del progetto ed è finalizzato ad aggiornare un percorso informativo, formativo e di approfondimento sulla tematica degli appalti.

È in programma mercoledì 16 luglio, dalle ore 9.00 alle ore 13.30, presso il palazzo dei Priori del in Piazza Popolo l’ultimo workshop del ciclo di 5 dedicati a “Il correttivo del codice degli appalti: novità e criticità”.

La mattinata prevede i saluti del sindaco del Comune di Fermo e la presentazione del progetto insieme al dottor Davide Berloni, settore SUAM – Soggetto Aggregatore Regione Marche. Seguirà l’intervento degli avvocati Francesco Mascia e Alessandro D’Amore, esperti PNRR. A concludere l’incontro sarà il “Question time”. Le tematiche che verranno affrontate nel corso della mattinata sono le seguenti:

  • La nuova figura introdotta dal correttivo e dell’accordo di collaborazione per disciplinare la reciproca collaborazione tra le parti;
  • La deroga all’obbligo di verifica dei requisiti in caso di malfunzionamento delle piattaforme o del FVOE;
  • Le clausole sociali di cui agli artt. 57 e 102 del Codice modificate dal Correttivo.

A chiudere il workshop sarà un question time durante il quale i partecipanti potranno fare domande agli esperti relatori.

Per partecipanti in presenza, è previsto il rilascio dell’attestato di partecipazione.

Si prega si confermare la presenza alla mail: massimo.cortese@regione.marche.it.