14 Giugno 2026
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“Ciclovia del Metauro migliorerebbe turismo e viabilità del territorio. Sarà tra i primi progetti che porterò avanti”

 

 

“Fano è stata una tappa popolare come credo sia giusto che sia. Bisogna stare in mezzo alle persone che lavorano, che soffrono, che si impegnano, per cambiare la nostra regione. Poi per me è così che bisogna fare politica, tra la gente, nelle aziende, proprio come abbiamo fatto questa mattina, ascoltando e cercando di raccontare l’orizzonte verso il quale vorrei fare navigare la nostra regione”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della regione Marche, verso la conclusione della tappa di Fano, meta di oggi del tour ‘Per tutte le Marche’, che lo vedrà visitare tutti i comuni della regione.

“Credo che essere popolare e avere un linguaggio popolare sia anche l’unico modo per sconfiggere i populisti, abbinando sempre però una visione alla concretezza, ed è quello che stiamo facendo. – dichiara Ricci – Abbiamo visitato anche oggi tante realtà che resistono nonostante gli scenari foschi a livello internazionale, realtà che soffrono (a partire dal mondo agricolo e mondo della pesca) ma anche tante imprese che continuano ad esportare nonostante i dazi e le grandi difficoltà che ci sono. Siamo una regione caparbia e questo aggettivo vorrei portarmelo dietro ad ogni tappa”.

“Dobbiamo pensare in grande – afferma Ricci – questa regione purtroppo negli ultimi cinque anni non solo ha visto aumentare i problemi nella sanità e nel lavoro (come raccontano tutte le classifiche e tutti i dati socioeconomici), ma si è anche accontentata della mediocrità. – aggiunge – Per me il simbolo della giunta Acquaroli è il divano mentre il nostro deve essere la bicicletta, perché dobbiamo essere una regione che pedala forte per recuperare la competitività pensando in grande. Se rimaniamo piccoli, con una mentalità provinciale, non riusciremo ad essere competitivi in nessun tavolo né nazionale né europeo. – continua – In questi anni si è scambiata la filiera istituzionale per un meccanismo di chi va a Roma a prendere gli ordini. Noi non prenderemo ordini e andremo a Roma, con la schiena dritta, l’orgoglio e il protagonismo di una regione forte, a prescindere da chi ci governa. Questo è il contributo che voglio dare alle nostre belle Marche, affrontando ovviamente i tanti problemi che ci sono”.

“Bisogna concentrare le misure regionali principalmente su alcuni campi. Uno è quello dell’applicazione dell’intelligenza artificiale al servizio della manifattura. Le piccole imprese se non vengono aiutate in questo dalla regione non ce la possono fare, rischiando così di perdere in termini di competitività. Il secondo riguarda la sostenibilità. Voglio imprese che investano sempre di più su questo tema. Il cambiamento climatico è molto più veloce di quello che immaginavamo e noi dobbiamo premiare le realtà che investono nella sostenibilità del prodotto, nella sostenibilità dell’impresa e nella qualità della vita dei lavoratori. Il terzo riguardo l’invecchiamento della popolazione che apre a grandi problemi dal punto di vista socio sanitario, ma che può diventare un’opportunità se investiamo in prodotti nuovi che vanno incontro ai bisogni e alle richieste alla domanda di una popolazione che invecchia. – dichiara Ricci – Su questi tre settori vorrei rafforzare e aiutare maggiormente la manifattura marchigiana, perché quella rimane l’architrave della nostra economia. Così come vorrei aiutare i nostri giovani a rimanere qui, realizzando opportunità e proposte che diano loro la possibilità di restare nella nostra regione senza dover guardare fuori dalle Marche per vedere il loro futuro”.

“Dobbiamo investire davvero sulla sanità pubblica e maggiormente sulla sanità territoriale. Ovviamente noi quando parliamo di sanità pensiamo sempre agli ospedali ma prima di andare all’ospedale bisogna che ci sia un’altra rete sanitaria. – dichiara Ricci – Abbiamo una sanità territoriale debolissima a partire dalla salute mentale, che sta diventando un’emergenza e sulla quale anche le ultime classifiche posizionano le Marche all’ultimo posto tra le regioni italiane. La sanità territoriale deve ripartire quindi da questo tema e da quelle patologie che colpiscono sempre più le persone anziane, a partire dall’Alzheimer o le demenze”.

Sulle università: “Le private non servono a nessuno, non si formano nuovi medici con le università a pagamento. Abbiamo bisogno che l’istruzione, nel settore medico, sia un diritto e non un privilegio esclusivo dei ricchi. Le Università pubbliche delle Marche sono autorevoli, la regione deve rafforzarle ed evitare questi ingressi di università private, spesso telematiche, che non portano nulla al territorio. – continua – Sulla Link non so se ci sarà la possibilità di tornare indietro, ma se così fosse prenderò questo impegno con i cittadini e con il mondo universitario”.

Sulla ciclovia del Metauro: “Migliorerebbe il territorio dal punto di vista turistico e della mobilità di quei comuni che vanno da Bellocchi fino a Fossombrone lungo la vecchia Flaminia, sarebbe una grande opera in favore di lavoratori, studenti e chi vuole andare in bicicletta nel tempo libero. Era un mio progetto già dal 2011 che però questa regione ha cancellato, per questo sarà uno dei primi progetti che rimetterò in piedi.

Sulla sanità: “Penso che basti chiedere in giro. Su 10 cittadini almeno 9 diranno  che è peggiorata e chi dice il contrario, negando l’evidenza, è un irresponsabile. Le liste di attesa sono aumentate, la mobilità passiva è aumentata, 1 marchigiano su 10  non trovando risposta nel pubblico e non avendo i soldi per il privato, rinuncia a curarsi. In questi cinque anni c’è stato un indebolimento fortissimo del sistema sanitario, si è creata una grande confusione ed anche un clima intimidatorio nei confronti dei lavoratori di questo settore. Ne sto incontrando tanti, ma tutti in privato, perché hanno paura ad esporsi temendo ripercussioni e, in una regione democratica, questo è inaccettabile”.