Ricerca internazionale: l’Università di Macerata forma studiosi da tutto il mondo per diventare borsisti Marie Curie
I partecipanti, selezionati attraverso un bando internazionale, stanno lavorando fianco a fianco con docenti e tutor UniMC per costruire una proposta competitiva da presentare alla Commissione Europea.
Nove ricercatori da ogni parte del mondo – Australia, Brasile, Etiopia, Nigeria, Pakistan, Spagna, oltre che dall’Italia – otto dei quali in questi giorni in città per una settimana intensiva di formazione: è entrata nel vivo la nuova edizione del programma Marie Sk?odowska-Curie Postdoctoral Fellowships (MSCA-PF) dell’Università di Macerata. Si tratta di una delle iniziative di punta dell’Ateneo per attrarre ricercatori di talento dall’estero e offrire loro la possibilità di sviluppare un progetto di ricerca originale in grado di concorrere a una borsa di studio post-dottorato Marie Sklodowska-Curie nell’ambito del programma Horizon Europe.
I partecipanti, selezionati attraverso un bando internazionale, stanno lavorando fianco a fianco con docenti e tutor UniMC per costruire una proposta competitiva da presentare alla Commissione Europea. La masterclass, partita online il mese scorso, si sta svolgendo in presenza a Macerata in questi giorni e rappresenta un’occasione unica per ricevere formazione avanzata, consulenze personalizzate, confrontarsi con i propri supervisori scientifici e affinare la propria candidatura. Il percorso include anche un supporto economico per viaggi, soggiorni e revisione linguistica della proposta in inglese.
“Questa iniziativa non è solo un’occasione per attrarre talenti – commenta il rettore John McCourt – ma anche un modo concreto per costruire relazioni internazionali durature, rafforzare le reti accademiche e arricchire il nostro ambiente di ricerca con prospettive globali. Le Marie Curie Fellowships rientrano nel programma europeo Horizon Europe, nato per promuovere la ricerca di eccellenza e la mobilità internazionale dei ricercatori. L’Università di Macerata, offrendo questa opportunità, si conferma un nodo attivo e dinamico della rete europea della conoscenza. Ringrazio delegata, la professoressa Jessica Piccinini, e lo staff dell’Ufficio ricerca internazionale, progettazione e open science per l’eccellente lavoro che portano avanti”.
La borsa Marie Curie è una delle più prestigiose nel panorama europeo della ricerca: permette a studiosi con un dottorato e fino a otto anni di esperienza post-dottorale di sviluppare un proprio progetto di ricerca, spesso in contesti internazionali. I candidati coinvolti hanno come istituzione ospitante l’Università di Macerata, scelta per la crescente attrattività dell’Ateneo nei settori delle scienze umane e sociali. L’iniziativa, giunta al suo sesto anno consecutivo, si è consolidata nel tempo grazie a un lavoro accurato di perfezionamento e cura del percorso di accompagnamento alla candidatura. I risultati non si sono fatti attendere: tra i successi recenti, spicca quello di Gianluca Sampaolo, assegnista di ricerca in Economia applicata, che ha ottenuto proprio lo scorso anno una Marie Curie Global Fellowship, uno dei finanziamenti più competitivi al mondo. Grazie a queste borse, i vincitori possono vivere esperienze di ricerca all’estero e poi riportare all’Università di Macerata le competenze acquisite, contribuendo alla crescita scientifica e culturale dell’intero Ateneo.
A Macerata un convegno internazionale sulle rotte sacre del Mediterraneo antico
Mercoledì e giovedì, 11 e 12 giugno, oltre trenta studiosi si confronteranno sulla dimensione del sacro lungo le rotte marinare.
Mercoledì e giovedì, 11 e 12 giugno, l’Università di Macerata ospiterà il convegno internazionale “Meta-mare. Il mare degli dèi. Circolazione di culti e frequentazione dei santuari nel Mediterraneo antico”, organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici nell’ambito del progetto Pnrr Safina – Ricerca e valorizzazione di itinerari interculturali, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU.
L’iniziativa, che rientra anche nel percorso del Consiglio d’Europa “La Rotta dei Fenici”, si terrà nell’Aula Confucio del Polo Didattico “G. Tucci” e sarà trasmessa in diretta streaming al link urly.it/319wbg. Il Book of Abstracts, curato da Simona Antolini, Roberto Perna e Jessica Piccinini, è disponibile in open access sul sito delle Edizioni Università di Macerata.
Il Mediterraneo, da sempre “mare di mezzo” e crocevia di lingue, tecnologie, culti e culture, è al centro della riflessione di oltre trenta interventi, che attraversano un ampio arco cronologico – dalla preistoria all’età romana – e uno spazio geografico esteso, da Oriente a Occidente. Il meta-mare, come viene definito nel titolo, è “il mare oltre il mare”: non solo una realtà fisica, ma anche uno spazio simbolico e culturale, capace di connettere popoli e civiltà attraverso il tempo.
Fulcro del convegno è la dimensione del sacro in relazione alla mobilità antica: divinità, santuari, riti, feste e culti che si muovono lungo le rotte marinare, modellando una “civiltà mediterranea” nata dalla continua interazione tra tradizioni religiose diverse. L’incontro si propone come un’occasione per osservare da vicino le dinamiche di persistenza, trasformazione e ibridazione dei sistemi religiosi antichi. Il taglio interdisciplinare – che coinvolge orientalisti, archeologi, epigrafisti, storici del mondo greco e romano – permette di esplorare in profondità fenomeni religiosi e culturali spesso poco noti, anche attraverso una prospettiva di comunicazione contemporanea del patrimonio.
In questo senso si inserisce anche la sessione dedicata al progetto Safina – Network e beni culturali accessibili, con esperienze innovative legate all’archeologia inclusiva, agli itinerari storici nella Regione Marche e all’accessibilità nei musei.
Il comitato scientifico è composto da Simona Antolini, Jessica Piccinini e Roberto Perna per UniMC, Massimo Botto e Tatiana Pedrazzi del Cnr – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, Sara Ferrari de “La Rotta dei Fenici”, Luigi Gallo dell’Università di Napoli “L’Orientale”, Iosif Hadjikyriakos del The Cyprus Institute, Ana Maria Niveau de Villedary y Mariñas dell’Università di Cadice, Oscar Mei dell’Università di Urbino, Luca Peyronel dell’Università di Milano, Elisabetta Todisco e Giuliano Volpe di Bari “Aldo Moro” e Maria Turchiano dell’Università di Foggia.

