14 Giugno 2026
1b1e2332-a798-49dc-8937-c186b9b8f04d

Ancora tanti disagi post-alluvione, l’appello di Ricci alla regione: “Sono già passati tre anni, fate presto!”

Il candidato presidente oggi con il tour ‘Per tutte le Marche’ ha visitato le zone della Valle del Misa

“Ancora tanti disagi post-alluvione. Sono passati già tre anni, fate presto!”, questo l’appello alla regione Marche, lanciato da Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza regionale, a seguito del tour ‘Per tutte le Marche’, che oggi lo ha visto visitare diverse realtà della Valle del Misa, tra cui i comuni di Arcevia, Serra de’ Conti, Barbara, Ostra e Corinaldo.

“C’è bisogno di procedere in maniera rapida e concreta nelle zone colpite dall’alluvione. Non è accettabile che dopo tre anni ancora non si sia fatto nulla. Sono stati appaltati circa 85 milioni per argini e ponti, eppure non si è fatto ancora niente. Bisogna anche rivedere le procedure, effettuare simulazioni e opere che aumentino la sicurezza di queste aree che, ancora oggi (e fino a settembre) risultano in stato d’emergenza”, dichiara Ricci.

Durante la giornata di oggi, tra i vari comuni, Ricci ha avuto modo anche di ascoltare diversi cittadini e di confrontarsi con loro, oltre che visitare le aziende Castiflex, Goretti e Capitani Minuterie metalliche.

“Da ogni incontro è emerso il desiderio di cambiamento. Stiamo lavorando per questo. Lo stiamo facendo con i cittadini, in maniera popolare. Soltanto così si sconfigge il populismo”, conclude Ricci.

 

 

Ricci su referendum: “Nelle Marche la destra esulta ma fossi in loro mi preoccuperei. Voti referendum superano quelli di Acquaroli nel 2020 e della destra a europee 2024”.
“Sapevamo che sarebbe stato difficilissimo raggiungere il quorum, del resto ormai in Italia sono pochissimi i referendum che ci riescono, a maggior ragione dopo il taglio del referendum sull’autonomia differenziata perché, se si fosse votato per un sì o un no all’unità d’Italia, di certo avrebbe cambiato le cose. Sicuramente bisogna abbassare il livello del quorum, altrimenti il referendum, che è uno strumento fondamentale rischia di avere un ruolo molto debole nella democrazia italiana”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della regione Marche, commenta il risultato del referendum.
“Vedo la destra che esulta per questi dati ma, intanto, gli chiedo rispetto per tutti gli italiani che sono andati a votare. Nelle Marche parliamo di quasi 379.000 persone, ovvero il 32,70% degli aventi diritto al voto, che fanno della nostra regione la quinta in Italia per numero di affluenza, e poi guarderei bene i numeri, – dichiara Ricci – 379.000 persone sono circa 18.000 voti in più rispetto a quelli che ha preso Acquaroli alle ultime regionali e circa 60.000 voti in più rispetto a quelli presi dal centrodestra alle ultime elezioni europee nelle Marche. Fossi in loro quindi, anziché esultare, mi preoccuperei”.

Ricci: “Le parole di Aguzzi sono indegne. La giunta Acquaroli si conferma omofoba e reazionaria”

“Parole indegne”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della regione Marche, commenta la frase detta dall’assessore regionale di centrodestra, Stefano Aguzzi. Il riferimento è alla dichiarazione “Se voi state dalla parte di chi fa quelle robe lì e lo prende in quel posto, non è che lo domandano a me” pronunciata da Aguzzi durante il consiglio regionale di oggi.

“Che vergogna le parole dell’assessore della regione Marche, Stefano Aguzzi. Una frase discriminatoria e volgare, indegna di chi riveste un ruolo istituzionale. E che conferma, ancora una volta, purtroppo, che oggi chi guida le Marche è una giunta omofoba, da sempre contraria al Pride, che insulta in modo inaccettabile gli avversari, offendendo allo stesso tempo migliaia di cittadini e alimentando odio e discriminazione. Le nostre Marche sono una regione aperta e inclusiva. E come ogni anno, anche quest’anno saremo al Pride, a celebrare l’amore e sostenere con forza i diritti della comunità LGBTQIA+ e di tutti i cittadini marchigiani”, dichiara Ricci.