2025-05-15 – Il Garante alla privacy ha ribadito il divieto di geolocalizzazione dei dipendenti in smart working, sanzionando un’azienda con una multa di 50.000 euro per aver monitorato la posizione geografica dei lavoratori senza un’adeguata informativa e una base giuridica valida.
L’intervento dell’Autorità è avvenuto a seguito di un reclamo presentato da una dipendente e di una segnalazione dell’Ispettorato della Funzione Pubblica. L’azienda in questione effettuava controlli a campione, chiedendo ai lavoratori di attivare la geolocalizzazione dei propri dispositivi e di confermare la loro posizione tramite email, una pratica ritenuta invasiva e non conforme alla normativa sulla protezione dei dati personali. Il Garante ha sottolineato che le esigenze di controllo dell’osservanza dei doveri di diligenza del lavoratore in smart working non possono essere perseguite con strumenti tecnologici che riducono la libertà e la dignità della persona, violando la L. n.300/1970 (Statuto dei lavoratori).
Per Bianchini “Questa decisione rappresenta un importante passo nella tutela della privacy dei lavoratori e nella definizione di limiti chiari per il monitoraggio aziendale”-
Le imprese sono invitate a rispettare le normative vigenti e a garantire modalità di controllo che siano proporzionate e rispettose dei diritti fondamentali dei dipendenti.
DI GUIDO BIANCHINI PAST PRESIDENT COCOPRO INAIL ASCOLI PICENO
