5 Agosto 2026
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CUTIS, la città come pelle, a Macerata l’installazione di Elena Campugiani


Inaugurato a Palazzo Mozzi Marchetti-Ferri il progetto nato dalla residenza d’artista alla Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi”.


Una città che si lascia attraversare come un corpo, che respira, trattiene tracce e restituisce memorie. È questa l’immagine al centro di “Cutis”, la mostra di Elena Campugiani, artista ospite (Artist in Residence) della Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi” dell’Università di Macerata, inaugurata a Palazzo Mozzi Marchetti-Ferri.

L’esposizione presenta un’installazione video-sonora e ambientale ideata e realizzata per dialogare con il contesto specifico, frutto di un percorso di ricerca sviluppato a stretto contatto con il territorio. Attraverso immagini, suoni e luce, Campugiani costruisce una narrazione sensibile dello spazio urbano, interpretato come un organismo vivo, stratificato e in continua trasformazione. La città diventa così “pelle”: una superficie che al tempo stesso protegge e rivela, luogo di relazione tra corpi, storie e percezioni. L’installazione è “introdotta” da scatti fotografici su Macerata montati su tessiture di fili multicolori: metafora della ragnatela plurale, spesso invisibile, che è la tessitura delle esistenze che abitano la città. La mostra sarà visitabile fino al 12 aprile, dal martedì alla domenica, dalle 16 alle 20.

 

L’opera coinvolge chi la attraversa. I visitatori entrano in un ambiente immersivo in cui luci e ombre ridefiniscono la percezione dello spazio e trasformano i corpi in superfici di proiezione, rendendoli parte integrante del lavoro. Ne emerge un’esperienza in cui il confine tra individuo e ambiente si fa permeabile, aprendo a nuove forme di relazione con il contesto urbano.

 

L’installazione è il risultato del programma “Residenza D’artista / Artist in Residence – Writer in Residence” promosso dalla Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi dell’Università di Macerata. L’iniziativa, inserita nella rete Educating Future Citizens nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, accoglie artisti e autori chiamati a sviluppare progetti di ricerca e creazione in dialogo con studenti, studentesse e territorio, favorendo processi di sperimentazione condivisa e contaminazione tra linguaggi. La direttrice della Scuola, Carla Danani, riprendendo quanto hanno affermato le allieve della Scuola  Giorgia Pazzi e Chiara Roberta Deidda che hanno accompagnato il processo artistico  di Elena Campugiani, sottolinea: “Le Allieve  sono state parte attiva di questo progetto,  toccando con mano il processo artistico che porta alla creazione di un’opera, partecipando alle riprese audio e video, al montaggio e al processo di installazione finale”.

 

Nata a Recanati nel 2004, Elena Campugiani è studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Macerata nel corso di Comunicazione visiva multimediale. La sua ricerca artistica attraversa diversi linguaggi, dal lavoro manuale alla fotografia fino alla videoarte, per indagare il rapporto tra percezione, memoria e identità. “Le cose visibili sempre nascondono altre cose visibili”, scriveva René Magritte: una suggestione che attraversa l’intero progetto espositivo, invitando a guardare oltre la superficie e a interrogare ciò che, nella città, resta spesso invisibile.

 

 

Il progetto europeo MEDIA entra nel vivo, a Macerata il primo incontro internazionale


All’Università di Macerata i partner europei per coordinare le attività su formazione, intelligenza artificiale e contrasto alla disinformazione.


Entra nel vivo con il primo incontro internazionale ospitato a Macerata il progetto europeo Media, dedicato al rafforzamento delle competenze critiche nell’uso dei media nel sistema universitario. Nei giorni scorsi l’Università di Macerata ha accolto i partner europei per il primo appuntamento transnazionale, passaggio chiave per coordinare le attività già avviate nei mesi scorsi.

 

Finanziato dal programma Erasmus+ per la cooperazione tra università, il progetto è coordinato dal professor Giacomo Gistri e coinvolge istituzioni accademiche e organizzazioni di Slovenia, Belgio e Grecia. L’obiettivo è sviluppare competenze legate alla lettura critica dei media, cioè la capacità di comprendere, valutare e utilizzare in modo consapevole le informazioni, in un contesto segnato dalla trasformazione digitale, dall’intelligenza artificiale e dalla diffusione della disinformazione.

 

Le due giornate di lavoro hanno rappresentato un momento operativo centrale per allineare i partner sullo stato di avanzamento delle attività e definire le prossime fasi. Sono state condivise le linee di ricerca, pianificate le azioni formative e stabilite le strategie di coordinamento, gestione e comunicazione del progetto. Il gruppo di lavoro dell’Università di Macerata – composto, oltre che da Gistri, da Emanuele Frontoni, Alessia Bertolazzi, Giacomo Buoncompagni e Sofia Pansoni – ha presentato i primi risultati scientifici e contribuito alla progettazione di percorsi didattici innovativi. Tra questi, l’apprendimento capovolto, che prevede lo studio individuale prima delle lezioni, l’apprendimento basato su problemi concreti e moduli formativi brevi e mirati, pensati per rendere la didattica più efficace e flessibile.

 

Avviato nel settembre 2025, il progetto ha una durata di due anni ed è sostenuto da un finanziamento di 250 mila euro. Mira a sviluppare strumenti operativi per supportare università e docenti nell’integrazione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nei processi educativi. L’incontro di Macerata ha offerto anche l’occasione per rafforzare la collaborazione tra i partner europei e consolidare una visione condivisa degli obiettivi. Accanto alle sessioni di lavoro, i partecipanti hanno preso parte a momenti di conoscenza del territorio, contribuendo a rafforzare il partenariato e lo scambio culturale.