Un’opera che unisce arte, osservazione e capacità di fare collegamenti
La grande originalità di Mario Vespasiani sta nella sua capacità di attraversare linguaggi e forme senza mai perdere di coerenza. Dalla pittura alla fotografia, dalla letteratura alla musica è un osservatore instancabile del reale e delle sue stratificazioni simboliche, mediante una ricerca che si muove con naturalezza tra immagine, pensiero e sperimentazione. La sua versatilità – riuscendo ad evitare la dispersione – può leggersi come estensione interdisciplinare: ogni progetto difatti, diventa un nuovo modo per interrogare il mondo e le sue connessioni profonde. In questo percorso si inserisce anche la sua dimensione di “inventore”, già emersa con AbeceMario e confermata con Univium – L’unione dei quattro Regni, il suo secondo gioco formativo che, attraverso le carte-opere, traduce la sua poetica in esperienza diretta. Non a caso Univium esce nell’equinozio di primavera, simbolo di passaggio, equilibrio e rinnovamento è un progetto in cui l’arte non si limita a essere contemplata, ma diventa azione, relazione e scelta che dimostra un passaggio significativo: Vespasiani non crea solo immagini, ma dispositivi che invitano a pensare, a collegare, a costruire senso, confermando come la sua ricerca sia, prima di tutto, un esercizio continuo di libertà creativa e intelligenza dello sguardo.
Nella società attuale in cui il gioco è prevalentemente uno strumento di intrattenimento, Univium si impone come un caso, un progetto raro di un metodo culturale che attraversa arte, percezione e relazione. Ideato da Mario Vespasiani tra il 2025 e il 2026, questo nuovo gioco, non si limita a proporre una dinamica ludica, ma invita a un vero e proprio esercizio di coscienza. Alla base di Univium vi è un’intuizione semplice quanto profonda: il mondo non è fatto di elementi isolati, ma di connessioni ed è proprio nella capacità di riconoscere, costruire e armonizzare queste corrispondenze che si misura la qualità dello sguardo umano. Le carte – tratte dalle opere monocromatiche pubblicate nel libro BUENA VI(s)TA – diventano così frammenti di realtà, porzioni visive che chiedono di essere ricomposte in un ordine non dato, ma intuito. Il cuore concettuale del gioco risiede nei “quattro regni” che si devono collegare tra loro: Naturale, Artificiale, Umano, Sogno-Magico-Spirituale, territori simbolici, permeabili, a volte sovrapposti e per questo da interpretare liberamente. In tal senso, Univium riflette perfettamente la poetica di Vespasiani: una ricerca che non separa per ambiti o temi, ma mette in tensione e dialogo elementi apparentemente distanti, dal corpo al paesaggio, dall’architettura al mito, dal visibile all’archetipo. Ciò che rende Univium davvero significativo è il suo spostare il baricentro del gioco dalla competizione alla relazione, vincere non significa semplicemente completare una combinazione, ma dimostrare che le quattro immagini scelte costituiscono un equilibrio condivisibile. È un passaggio cruciale: il risultato non è ferreo, ma discusso e condiviso. L’atto ludico diventa maggiormente creativo, in cui ogni giocatore è chiamato a motivare, argomentare e ad adoperare logica e intuito.
In un’epoca dominata dalla velocità e dalla frammentazione, Univium propone una pratica opposta: rallentare, per osservare meglio e collegare. Non è un caso che il momento decisivo del gioco sia sancito da una dichiarazione — “I Regni sono in equilibrio” — che suona più come una presa di coscienza che come una semplice vittoria, è il riconoscimento di un ordine possibile, costruito insieme. Da un punto di vista culturale, l’operazione è ancora più sofisticata, in quanto Vespasiani trasforma la forma passiva dell’arte in esperienza partecipativa, rendendo il pubblico co-autore del significato. Le immagini non sono più solo da guardare, ma da “adoperare”, da mettere in relazione e l’arte passa da oggetto finito a processo aperto. Univium allora non è semplicemente un gioco, ma una metafora operativa del pensiero contemporaneo: abitare la complessità senza ridurla, accettare il mistero senza rinunciare al senso, costruire unità senza negare la differenza. Ed è forse proprio qui che risiede la sua forza più attuale: ricordarci che comprendere il mondo non significa semplificarlo, ma imparare a tenere insieme i suoi molteplici livelli. In fondo, come suggerisce il nome stesso — sintesi di unità e via — Univium è un percorso e come ogni cammino autentico invita all’osservazione profonda per cogliere connessioni e relazioni.




Mario Vespasiani, 1978 e? un artista visivo e intellettuale italiano. Sono state dedicate al suo lavoro quarantotto pubblicazioni personali. Le sue opere sono state esposte in tutta Italia in gallerie, musei e luoghi sacri. I libri Planet Aurum, The Gentleman in the World of Art e Diario di Bordo sono le sue tre opere letterarie. E? l’unico artista ad essere stato invitato ad esporre al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, al Museo Storico Aeronautico di Loreto, al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri e al Museo del Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia in Roma ed in quella occasione gli e? stata conferita la targa del Gruppo MOVM, il 4 dicembre 2024 e? avvenuta la presentazione della sua opera dedicata alla patrona della Marina Militare. Nel 2023 presso l’auditorium comunale di San Benedetto del Tronto e? stato insignito del premio Riviera delle Palme per il valore artistico e umano. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha definito straordinario per l’uso dei colori. E? il solo artista della sua generazione ad aver esposto in dialogo con maestri quali Mario Schifano, Osvaldo Licini, Lorenzo Lotto, Mario Giacomelli e Francisco Goya. Ha ideato con la musa Mara la rassegna sul pensiero contemporaneo Indipendenti, Ribelli e Mistici giunta alla sesta edizione. Il suo quarantesimo libro e? stato presentato al Museo MACRO di Roma e la sua trilogia Mara as Muse alla Galleria d’Arte Moderna di Roma. Il 10 dicembre 2025 e? avvenuta la presentazione della sua opera dedicata alla patrona dell’Aeronautica Militare. È autore di un ciclo di interviste ai grandi protagonisti della cultura e dell’eccellenza italiana, presenti con le loro pubblicazioni nella biblioteca del suo studio. Ha inventato due giochi con le carte a scopo didattico AbeceMario e Univium. Nel Natale 2025 è uscito il libro Elysium di Mara nel quale per la prima volta una musa parla in tempo reale del suo artista. Conosciuto per la sua capacita? di sperimentare, ha realizzato delle canzoni come ulteriore forma visionaria delle opere, cento delle quali sono racchiuse in cinque album. Sono state gettate le basi del museo a lui dedicato che si aprira? a Ripatransone nelle Marche, tra i piu? innovativi in Italia nella fruizione che intreccia arte e natura: www.theMVseo.com