2026-02-08 – Se nominiamo Ancel Keys probabilmente il nome non dice nulla, ma questo biologo, fisiologo ed epidemiologo statunitense introdusse e teorizzò, per primo, il modello di Dieta Mediterranea. A cavallo tra gli anni ’50 e ’60, questo scienziato cominciò a delineare un collegamento tra l’incidenza di alcune malattie con il modello alimentare adottato nelle aree affacciate sul Mediterraneo: nello specifico le sue attenzioni si focalizzarono su Italia, Grecia, Spagna e Francia. Lo stile americano era già sulla falsariga di quello odierno, caratterizzato da consumi che prevedono molta carne rossa, parecchi grassi e zuccheri semplici, pasti consumati al fast food. In particolare le sue attenzioni si rivolsero a capire il nesso tra abitudini alimentari e malattie cardiovascolari: tutto ciò si tradusse in uno studio pioneristico concentrato proprio sulle nostre aree mediterranee. Lo ‘’studio dei sette Paesi’’ fu avviato nel 1957, comprendendo 12.000 uomini tra 40 e 59 anni, suddivisi in tre continenti: tecnicamente fu un’indagine epidemiologica di grandissima rilevanza. Ancel Keys si pose come obiettivo di analizzate le abitudini alimentari di italiani residenti in tre comuni rurali del nord, centro e sud, unitamente a uomini provenienti da Paesi Bassi, Finlandia, Giappone, USA, Grecia ed ex Jugoslavia; in totale si parla di 16 gruppi e 7 Paesi, Italia compresa. Lo scopo: quello di indagare il legame tra alimentazione, colesterolo e malattie cardiovascolari. L’indice MAI Mediterranean Adequacy Index, fu il parametro per misurare il livello di scostamento dal modello mediterraneo di riferimento. Oggi sappiamo bene che alimenti come pane, pasta, frutta e verdura fresca di stagione, olio extra-vergine di oliva, cereali integrali, semi e legumi sono alimenti che costituiscono la base per le nostre pietanze. A queste matrici alimentari si uniscono le proteine del pesce e delle carni preferibilmente bianche, più (immancabili) uova e latticini. Le carni rosse e i dolci sono da assumere con moderazione, senza demonizzare nulla. Queste sono, in poche parole, gli ingredienti principali della Dieta Mediterranea che per l’Unesco è “Patrimonio orale e immateriale dell’umanità”. Questo stile di vita affonda le sue radici nella tradizione della nostra cucina regionale: se la Sardegna è considerata esempio virtuoso in tale senso, le Marche non sono da meno. Keys coniò il termine “Mediterranean Diet”, con l’intento di indicare una dieta che riuscisse a mantenere un equilibrio psicofisico e i risultati delle sue ricerche furono pubblicati nel libro Eat Well and Stay Well (Mangiar bene e stare bene).
Lo stile alimentare della nostra regione si traduce in evidenti dati statistici come un’elevata longevità, a cui contribuisce un consumo di matrici alimentari locali, freschi e stagionali. L’ottimo assortimento di prodotti spazia da quelli ittici, ai legumi anche di vecchia tradizione come cicerchia, roveja e fave: non da ultime le coltivazioni biologiche con prodotti che vanno dalle varietà di frumento, alla frutta e verdure. Per l’uva, in particolar modo, abbiamo una moltitudine di aziende con certificazione biologica che valorizza ancora di più il risultato finale e proprio a proposito di vino rosso c’è una nota interessante.
Il vino rosso contiene resveratrolo, un potente antiossidante che in questo caso può essere citato insieme agli altri prodotti e materie prime, come ulteriore contributo al primato di longevità e salubrità degli abitanti. Il resveratrolo è un polifenolo dalle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che si trova nell’uva e in altri frutti. Fu individuato nel vino rosso ormai trent’anni fa nel sud della Francia, a seguito dell’osservazione di un apparente paradosso medico-scientifico: nonostante si consumassero prodotti ricchi di grassi saturi, si riscontrava nella popolazione una ridotta incidenza di malattie cardiovascolari. Questo portò ad indicare il resveratrolo contenuto nel vino come uno dei possibili fattori protettivi, tanto che si avviarono gli studi sul composto in relazione alla prevenzione e al trattamento delle patologie citate.
