7 Agosto 2026
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Jannik si conferma campione a Torino. Battuto Alcaraz 7-6 7-5.

 

2025-11-16 – Non poteva che terminare con una finale tra loro due quest’annata spettacolare e per certi versi anomala (vista la forzata assenza dai campi di uno dei due per tre lunghi mesi) della storia del tennis. Jannik Sinner e Carlos Alcaraz hanno dato vita ieri alla battaglia a cui tutti sognavano di assistere come atto conclusivo delle ATP Finals, un match di livello altissimo, teso, equilibrato, due ore abbondanti di tennis stellare, totalmente alieno agli umani. Perché loro due, i nemici-amici, l’italiano e lo spagnolo, il glaciale e l’estroso, di umano hanno davvero poco. Ha vinto meritatamente Sinner: in questo genere di partite occorre far girare a proprio favore i passaggi cruciali ed è proprio quello che il nostro campione è riuscito a fare. L’ha fatto annullando un set point ad Alcaraz sul 5-6 del primo set con un coraggio da leone, tirando una seconda di servizio a 187 km/h. L’ha fatto salendo in cattedra nel tie-break dello stesso parziale, giocando due lob che hanno tagliato le gambe allo spagnolo. Nel secondo è stato bravissimo poi a recuperare il break subito ad inizio set, facendosi una ragione delle percentuali di prime di servizio che improvvisamente avevano preso a scendere e imponendo al proprio gioco una regolarità e una solidità impressionanti. Sinner, ad un certo punto, ha iniziato semplicemente a non sbagliare più, mentre un Alcaraz sempre più nervoso ha iniziato ad essere più falloso del solito nel tentativo di fermare quella che sembrava una locomotiva lanciata a tutta velocità verso il traguardo. Quando lo spagnolo è andato a servire sul 5-6 del secondo set per rimanere in partita, in molti hanno intuito come sarebbe andata a finire, lo diceva il linguaggio del corpo, lo dicevano gli sguardi dei due ragazzi, pieno di fiducia nel suo gioco l’uno, improvvisamente incerto l’altro. È finita che Alcaraz ha tirato largo un rovescio incrociato, Sinner si è buttato a terra come fece due anni fa dopo la prima vittoria Slam e poi è corso ad abbracciare l’avversario.

Ormai l’hanno capito tutti. Non esiste Alcaraz senza Sinner e non esiste Sinner senza Alcaraz. Ognuno dei due non avrebbe raggiunto quest’eccellenza sportiva (in senso lato, parliamo di eccellenza tecnica, tattica, mentale, persino morale) senza l’altro. E chi si lamenta del fatto che il tennis si sia ridotto ad una questione a due, proprio in una serata come quella di ieri comprende che non c’è motivo di lamentarsi, che ci sono invece tante ragioni per essere grati di poter assistere a spettacoli simili.

Sinner ha vinto il torneo dei Maestri senza perdere un set, impresa riuscita soltanto a Ivan Lendl (nel 1985 e nel 1986) e allo stesso Sinner lo scorso anno. Inoltre il nostro tennista ha subito un solo break in tutte le ATP Finals, proprio quello nel primo turno di servizio del secondo set di ieri. Il trionfo di Torino corona una stagione in cui ha raggiunto quattro finali su altrettanti tornei del Grande Slam, vincendone due (Australian Open e Wimbledon) e arrivando ad un solo punto dal vincerne una terza (Roland Garros). Ha racimolato ben 11500 punti in classifica nonostante i tre mesi di stop. Una stagione da pelle d’oca. Cosa chiedere di più a questo fenomeno? Qualcuno pretenderebbe la terza Coppa Davis consecutiva. Noi gli diciamo semplicemente grazie.