24 Settembre 2026
INAIL

REPORT INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI REGIONE MARCHE PRIMI SETTE MESI 2025. UN BILANCIO CHE IMPONE ATTENZIONE E RESPONSABILITÀ.

Nei primi sette mesi del 2025, nella Regione Marche sono state presentate, all’INAIL, 10.035 denunce di infortunio sul lavoro. Il dato, pur segnando una lieve flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,2%), non può essere letto con leggerezza. Al contrario, ciò che desta maggiore preoccupazione è l’aumento significativo degli incidenti mortali: 16 le vittime, contro le 9 dello scorso anno. Un incremento del 77,8% che impone una riflessione seria e urgente.

Undici di questi decessi sono avvenuti durante l’attività lavorativa, mentre cinque si sono verificati in itinere. Le province più colpite sono Ancona, con sei morti, seguita da Ascoli Piceno e Fermo (tre ciascuna), Macerata e Pesaro Urbino (due ciascuna). Le fasce d’età più esposte risultano quelle tra i 50 e i 59 anni, confermando la necessità di politiche di prevenzione mirate per i lavoratori più anziani.

Il profilo delle vittime riflette la composizione della forza lavoro regionale: tredici uomini e tre donne, quattordici italiani, un cittadino dell’Unione Europea e uno extra UE. “Sono numeri che raccontano storie, non semplici statistiche“.

Sul fronte degli infortuni non mortali, la distribuzione territoriale mostra dati stabili o in lieve crescita in alcune province. Ancona registra 3.407 casi, Ascoli Piceno 1.301, Fermo 781, Macerata 2.128 e Pesaro Urbino 2.418. Crescono gli infortuni tra le donne (+1,3%) e tra i lavoratori extra UE (+19%).

In aumento gli incidenti sul lavoro nella fascia tra i 60 e i 74 anni (più 12.3%), a conferma che, l’allungamento dell’età lavorativa necessita di specifiche politiche di prevenzione.

Dal punto di vista gestionale, si osserva una lieve flessione nelle denunce provenienti dall’industria e dai servizi, così come dall’agricoltura, mentre aumentano quelle relative al lavoro per Conto dello Stato. Tra i comparti più colpiti spiccano le costruzioni (da 834 a 913), la sanità, la gomma/plastica, la pubblica amministrazione e l’istruzione.

Anche le Malattie Professionali meritano attenzione. Le denunce sono leggermente diminuite, passando da 4.934 a 4.832. Il 71,6% riguarda uomini, il 91% proviene dalla gestione industria/servizi e l’88,8% da lavoratori italiani. A livello territoriale, si registrano cali ad Ancona, Fermo e Macerata, mentre crescono le segnalazioni ad Ascoli Piceno (+14,3%) e Pesaro Urbino (+11,8%).

Le patologie più frequenti restano quelle osteo-muscolari, seguite dai disturbi del sistema nervoso e dell’orecchio. In calo le denunce per tumori, che passano da 43 a 31.

Per Bianchini: “Di fronte a questi dati, non possiamo restare indifferenti. La sicurezza sul lavoro deve tornare al centro dell’agenda pubblica, non come obbligo formale, ma come impegno concreto e condiviso.
Commento di Guido Bianchini
“Questi numeri non sono solo statistiche: sono storie di vite spezzate, di famiglie ferite, di diritti negati. La sicurezza sul lavoro non può essere un optional né una voce di bilancio da comprimere. È un dovere morale, civile e istituzionale. Occorre che tutti gli attori che si interessano di prevenzione facciano fronte comune: sono necessari investimenti nella prevenzione, nella formazione, nella cultura della sicurezza. Perché nessuno debba più morire lavorando.” 03/09/2025

Dati provvisori e soggetti a variazione. Fonte Banca Dati e Open Dati INAIL rielaborati.

Di GUIDO BIANCHINI PAST PRESIDENT COCOPRO INAIL ASCOLI PICENO