<<2025-08-27 – Ricci ha messo l’indirizzo giusto nel navigatore ed è arrivato nella provincia di Ascoli Piceno. Miracolo!
Arriva esattamente ad Offida dove parla di Agricoltura.
E come al solito non conoscendo minimamente l’argomento (perché Ricci non conosce non solo il territorio ma neanche le materie di competenza della regione, quella che vorrebbe governare) attacca gli avversari (in questo caso venendo a casa mia attacca il sottoscritto) ma senza argomentare nulla.
Con la solita aria arrogante butta parole a casaccio dimostrando di non conoscere una virgola di agricoltura. Pompato da qualche residuo bellico del PCI che ancora alligna tra i vigneti dell’offidano, balbetta che le Marche devono puntare anche in agricoltura sulla cura del paesaggio per diventare regione del benessere e della qualità della vita.
Vediamo alcune cose:
1. Ricci provoca, gli riesce bene, quindi accolgo la provocazione e rilancio: lo farebbe un confronto sull’agricoltura marchigiana con il sottoscritto? Gli do anche qualche giorno per studiare, decida lui.
2. Mentre l’eurodeputato Ricci, votato per difendere gli interessi dei marchigiani anche agricoltori in Europa, è intento a conoscere grazie a Google Maps un territorio nuovo per lui, le Marche, lo sa che proprio in Europa grazie alla coalizione di cui fa parte si sta perpetrando un taglio di 80 MLD di euro alla PAC ovvero alle Politiche Agricole Comuni ? Di questo ha parlato ad Offida?
3. Mentre lui discettava di massimi sistemi ad Offida, nella stessa ora il sottoscritto era nella confinante Appignano del Tronto ad incontrare una trentina di allevatori per condividere le azioni sulla zootecnia che questo governo Acquaroli ha portato avanti. Non chiacchiere.
4. Finisco con un argomento che riprenderò ancora.
Ricci parla a destra e manca della regione Marche come la regione che lui farà diventare quella del benessere e della qualità.
Qualcuno dei suoi consiglieri gli dica che il Consiglio Regionale ha approvato una legge a dicembre del 2023, la numero 23 che riguarda azioni di valorizzazione delle Marche come terra del Benessere e della Qualità della Vita e che mira a tutelare il benessere dei cittadini attraverso la tutela agroambientale e delle diversità, a promuovere anche attraverso l’educazione alimentare dei sani stili di vita, costruendo un’immagine turistica/ attrattiva delle Marche forte e vincente. E che abbiamo già finanziato qualche centinaio di migliaia di euro il territorio per iniziative sul benessere oltre un convegno internazionale “Inlife – International quality Life forum ” a marzo scorso ad Ascoli.
Quindi Ricci o stai copiando o come è più probabile non sai.
Perché tu le chiacchiere tante.
A breve intervengo sull’internazionalizzazione e il sostegno alle imprese dove anche qui le spari a casaccio.>>
<<2025-08-24 – Il sisma del 2016 ha evidenziato e acuito il fenomeno di abbandono e spopolamento delle nostre aree montane, che appunto era già in atto molto prima del terremoto.
È dal 2011, con gli strumenti che avevo allora disposizione, fino a tutt’oggi, con gli strumenti di oggi, che la mia priorità rimane e rimarrà sempre la stessa. Contrastare questo fenomeno sapendo che è un battaglia dura, durissima (e che, diciamolo pure con onestà e sincerità non premia in termini elettorali vista l’esiguitá della popolazione).
Ma la dignità e la forza dei pochi rimasti mi dà, ogni volta che mi assale un dubbio, la forza e mi fa sentire la responsabilità nel fare la mia parte senza indugio alcuno.
Siamo partiti col Festival dell’Appennino (ancora vivo grazie a Carlo Lanciotti e Luigi Contisciani) che continua e mettere i riflettori sul bello di questi luoghi da 15 anni.. perché sono luoghi splendidi dove si possono fare scelte di vita di chi vuole mettere la qualità davanti a tutto il resto.
La ricostruzione non è finita ma è ad un buon punto. Abbiamo il cantiere edilizio più grande d’Europa. Bisogna fare le cose per bene per farci trovare pronti, sempre.
Ma intorno alla ricostruzione delle case dobbiamo operare anche su altri 3 fronti:
ricostruire una comunità rafforzandone l’identità; potenziare ed erogare servizi; sviluppare un’ economia locale.
Di quest’ultima mi sto occupando da tre anni.
Uno sviluppo economico sostenibile partendo dalla difesa dell’esistente (Beko) ma cercando e riflettendo su nuove possibilità.
Nuovi insediamenti dove la ZES potrá dare risposte fondamentali, guardando alle risorse naturali e sostenibili. La filiera del legno, il sostegno alla tartuficoltura, il recupero dei castagneti da frutto, il turismo con progetti legati ai finanziamenti sui borghi. Alcune delle azioni in atto.
Abbiamo inoltre aumentato il premio ai giovani agricoltori (e allevatori) che abbiano un primo insediamento in montagna (70 K ad ogni giovane). Recuperiamo boschi e pascoli.
Oggi, in occasione del nono anno da quella maledetta notte, sono come sempre tra queste montagne a portare, nel mio piccolo, proposte, idee e speranze. Insieme.>>
